Castagne e glicemia vanno d’accordo? Ecco cosa dice la medicina

Le castagne sono dei frutti tipici di questo periodo dell’anno. Essi si trovano in commercio da ottobre fino a dicembre. Sono dei frutti contenuti all’interno di un guscio spinoso, molto spesso definito “riccio”. La presenza di uno o più frutti all’interno del riccio ci permette di distinguere le castagne dai marroni.

Le castagne, come tutte le altre tipologie di frutta a guscio, determinano un apporto calorico abbastanza elevato, parliamo di circa 165 Kcal/100g di prodotto. Ma questo valore tende a variare anche a seconda della cottura a cui vengono sottoposte. Ad esempio le castagne lesse apportano circa 130 Kcal/100g. Inoltre quando bollite, le castagne risultano essere più facilmente digeribili in quanto tutto l’amido presente al loro interno gelatinizza in presenza di acqua ad elevata temperatura. Le caldarroste, invece, hanno circa 190 Kcal/100g, e sono sicuramente quelle più apprezzate a livello gustativo.

Composizione e benefici

Le castagne in tempi passati erano definite come “il pane dei poveri” in quanto per la loro composizione ricca in nutrienti riuscivano a fornire tutti gli elementi necessari al sostentamento.

Tra le vitamine contenute nelle castagne troviamo: la vitamina A, B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5, B6, B9 (acido folico), B12, C e D.
Tra gli amminoacidi presenti nelle castagne troviamo l’acido aspartico, l’acido glutammico, l’arginina, la serina e la treonina. L’elevato contenuto di fibre nelle castagne le rende un cibo a basso indice glicemico evita dunque i picchi glicemici. Rispetto ad altra frutta a guscio, questi frutti sono meno ricchi in ossalato, che è molecola che può favorire la formazione di calcoli renali. Inoltre nelle castagne si ha un contenuto in lipidi inferiore rispetto a quello caratteristico di altra frutta a guscio, parliamo principalmente di acidi grassi essenziali che sono molto importanti sia per un corretto sviluppo durante l’infanzia che per mantenersi in salute nell’età adulta, l’acido grasso maggiormente presente è rappresentato dall’acido linoleico. Le castagne sono inoltre una buona fonte di acido oleico.

Ma chi soffre di diabete può mangiare le castagne?

Il diabete è una malattia che determina la presenza eccessiva di zuccheri nel sangue, a causa di un difetto nei livelli di insulina che è prodotta dal pancreas. Oltre allo zucchero, le persone diabetiche devono porre molta attenzione anche al consumo di carboidrati, che non sono altro che zuccheri più complessi. Castagne e marroni possiedono un’alta percentuale di carboidrati. Però, possiedono anche una buona quantità di fibre. Molti frutti possono essere consumati dai diabetici proprio in virtù della presenza di queste fibre, che contribuiscono ad arginare il picco glicemico in fase digestiva in questo modo l’innalzamento della glicemia viene ostacolato in parte.

Conclusioni

Dunque è possibile affermare che per quanto le castagne siano ricche di carboidrati e quindi non perfettamente adatte a chi soffre di glicemia, il consumo di un piccolo quantitativo con una frequenza non eccessiva non provocherà danni deleteri. Ad ogni modo i consiglia di chiedere consiglio ad un medico specializzato e di regolarsi di conseguenza in quanto ogni persona presenta livelli glicemici del tutto singolari.

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