RECENSIONE LITTLE NIGHTMARES – Una nuova prospettiva della paura 1


Siamo riusciti finalmente a mettere le mani sulla versione finale del curioso ed intrigante titolo di Tarsier Studios; Little Nightmares. Soprattutto negli ultimi mesi, con l’aumentare delle notizie e trailer a riguardo, è accresciuto l’interesse intorno all’avventura/disavventura della piccola Six: le stesse forti emozioni di quei brevi spezzoni, gli sviluppatori sono riusciti a proporle in modo costante per tutta la storia? O sono rimasti troppo inebriati dalle potenzialità senza soffermarsi sulla sostanza? Continuate a leggere le prossime righe e scoprirete se oltre lo sbrilluccichio iniziale dell’opera c’è anche una certa qualità.

Benvenuti a ”Le Fauci” – La storia ed il gameplay

Senza troppi giri di parole, o un qualche background, Little Nightmares ci mette subito ai comandi della nostra piccola protagonista; imprigionata nella stiva del resort ”Le Fauci” dovremo muoverci e trovare una via di fuga scoprendo man mano i pericoli che si celano in ogni angolo della struttura. Il resort, si trova in mezzo al mare e durante tutta l’avventura si avrà la sensazione di essere all’interno di un luogo fuori dal normale, dove gli ospiti (grotteschi e goffi nei loro movimenti) danno sfogo ai propri istinti nei piaceri della tavola senza freni. Gli ospiti del resort non sono gli unici pericoli che sbarreranno il nostro cammino; tra un custode dalle lunghissime braccia e un udito  sopraffino, due fratelli cuochi che non vedono l’ora di trasformarci in condimento  e qualche ulteriore e dannosa ”sopresa”, l’attenzione del videogiocatore sarà sempre rivolta su ciò che accade su schermo; la scritta ”game over” può arrivare da un momento all’altro.

La storia del titolo viene raccontata man mano che proseguiamo nella nostra fuga attraverso le ambientazioni e le azioni che si susseguono su schermo, niente frasi e spiegazioni chiare, ma tutto viene saggiamente compreso grazie alle scelte di Tarsier Studios; nonostante ciò però qualcosa si incrina verso il finale, lasciando molti dubbi nel videogiocatore e se anche gli sviluppatori hanno assicurato che il mondo di Six è solo agli inizi della sua scoperta con Little Nightmares, la volontà di voler tenere sulle spine senza dare spiegazioni fa storcere leggermente il naso. La storia comunque, anche se breve e completabile in quattro ore e mezza circa, scorre ad ottimi ritmi senza mai risultare noiosa, ma anzi alzando sempre di più l’attenzione ed il coinvolgimento.

Il gameplay di Little Nightmares riassume le caratteristiche del titolo, risultando immediato, intuitivo, semplice, ma mai banale; i pulsanti ci permetteranno di saltare, accendere una piccola luce per illuminare gli spazi bui, mentre il grilletto destro ci permetterà di afferrare moltissimi oggetti e/o interagire con porte et simili. L’analogico se premuto, poi, ci permette di fare un leggero scatto, e la possibilità di muovere liberamente la telecamera sarà un pretesto per rimanere più volte fermi a guardarci intorno e scoprire quanti minuziosi dettagli ci circondano.

Ciò che fa la differenza sono le nostre minute dimensioni, Six è gettata in un mondo XL rispetto alla sua statura e dovremo ingegnarci anche solo per aprire una porta la cui maniglia è troppo in alto o per come sfruttare una pila di piatti sporchi per scappare dalle grinfie dei nostri inseguitori. Durante tutta l’avventura poi avremo anche dei piccoli e curiosi amici da trovare dal nome ”Nomini”, essi ancora più piccoli di noi, si trovano sparsi per tutto il resort impauriti e abbandonati al loro destino; sarà interessante per il videogiocatore scoprire come si evolve il rapporto con questi piccoli personaggi.

Una piccola luce nell’oscurità – Comparto tecnico ed atmosfere

Ciò che davvero sorprende e rende unico Little Nightmares è la capacità di creare atmosfere dense di sensazioni e significati sinistri; la paura in questo titolo non è un mero strumento generato da qualche ”jumpscare” improvviso, ma una somma di più piccoli dettagli che vanno a contornare e stratificare un’angoscia che avvolge sempre di più il videogiocatore. La stessa Six, che ad un primo sguardo sembra piccola è indifesa, ha qualcosa di cupo e misterioso che incuriosirà il videogiocatore per tutta l’avventura.

Graficamente il titolo si attesta su ottimi livelli; visivamente il piccolo impermeabile giallo emerge e viene valorizzato nel contrasto con i toni più cupi e scuri di ciò che ci circonda,e l’illuminazione della piccola luce dona ulteriore significato a ciò che ci circonda, con delle ombre dinamiche che non deludono in nessuna situazione: in un contesto che per molte inquadrature ricorda Inside ed una caratterizzazione vicina alle opere ”Burtoniane” condita da personaggi, paure e situazioni grottesche. Peccato per qualche singhiozzo ed instabilità, con alcuni momenti più ”calmi’ rovinati da vistosi cali di frame e sui quali avremmo preferito una maggior cura.

Ottimo il sonoro che ci accompagna per tutta l’avventura con musiche azzeccate e molto ben differenziate, complici nell’immergerci nelle mostruosità e misteri del titolo. Ultimo,ma non per questo meno importante, un level design ispiratissimo che permette al videogiocatore di capire con immediatezza dove andare e come procedere nell’avventura senza indicatori su schermo.

 

 

 


Foto del profilo di Marino Puntorieri

Informazioni su Marino Puntorieri

CAPO REDATTORE Ragazzo nato nel Dicembre del 1995 con la passione per videogiochi, film e anime. La passione per videogiochi nasce con la tenera età e continua tutt'ora con la spensieratezza di un tempo, unita all'esperienza degli anni. Felice possessore di tutte le console Xbox, adoro principalmente gli FPS (Halo e Battlefield su tutti). Da anni appassionato anche degli strategici su pc e fan della Creative Assembly.


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