FPS – Tra modalità campagna e multigiocatore 2


Il genere videoludico FPS (”First Person Shooter”) , contraddistingue quei titoli caratterizzati da frenesia e coinvolgimento degli scontri armati in prima persona  e che hanno trovato una rapida espansione e diffusione in tutto il mondo negli ultimi decenni, un’espansione giustificata dai fenomeni di globalizzazione che hanno coinvolto l’intera industria in esame e che hanno trovato in questa tipologia videoludica una colonna portante di consensi, apprezzamenti e profitti.

L’argomentazione da trattare sarebbe già di suo molto ampia e complessa, ma ciò che voglio fare oggi è analizzare, come da titolo, un frammento di questo complesso ”cristallo videoludico”; soffermandomi sul rapporto quantitativo e qualitativo delle modalità campagna e multiplayer, 2 feature che considero 2 facce della stessa medaglia e che godono di enormi sfaccettature date dalla stratificazione architettata da ogni casa di sviluppo, in modo personale e singolare, per donare una propria ”anima” al genere FPS.

 

Campagna singleplayer 70% e multiplayer 30% – La narrazione prima di tutto

Questa tipologia di FPS rappresenta una fetta importante nel segmento di mercato. Lo sviluppo è realizzato con il chiaro obbiettivo di assecondare chiunque preferisca l’approccio singleplayer, ma cercando di ampliare gli orizzonti con una modalità multiplayer secondaria e non fondamentale, che però ha l’obbiettivo di aprire le braccia ai consumatori ormai ossessionati dal ”nuovo” contesto online.

La strada è comunque netta e tracciata, il punto forte di questi titoli risiede nell’esperienza singleplayer, quasi come una ”fortezza della tradizione” che vuole resistere a questa emblematica avanzata della ”tendenza al multiplayer”.

Gli esempi sono molteplici; Far Cry 3 può tranquillamente rientrare in questa categoria con una miscela ben congegnata delle 2 feature anallizzate, un singleplayer di tutto rispetto ed un ”piccolo”, ma solidissimo, multiplayer che è riuscito a sorprendermi per la sua semplicità ed immediatezza (piccoli accorgimenti e scelte sulla sua realizzazione che comunque non hanno danneggiato la stratificazione di una campagna molto intensa e qualitativamente valida).

 

Campagna singleplayer 30% e multiplayer 70% – Una realtà evidente 

Una tipologia di FPS che riguarda un tendenziale cambiamento, diventando nel presente una vera e propria realtà/prassi videoludica. Una tipologia che ha apprezzato e permesso l’espansione sopratutto al ”nuovo cliente”(individuato in un target soprattutto giovane a cui interessa quasi esclusivamente la competizione).

Risulta proprio questo passaggio (anche se non della totalità dei titoli), dalla volontà di un singleplayer stratificato anche in un FPS alla quasi concentrazione di risorse ed energie per il comparto multiplayer, il nodo della discussione. L’innovazione tecnologica, la capacità di architetture videoludiche, la rete (intesa come Internet e connettività), sono sicuramente fattori che hanno influito nella volontà di moltissime case di sviluppo di realizzare multiplayer di spessore cavalcando l’onda del consenso e dell’entusiasmo.

Un esempio controverso e dagli accesi dibattiti è dato dalla serie Call of Duty; la famosa serie è lampante di questo cambiamento, nonostante i titoli di CoD siano sempre più ricordati ed apprezzati per i comparti multiplayer, si registra come negli anni ci sia stato un tendenziale disinteresse per una campagna singleplayer qualitativamente di spessore ( culminata con i memorabili Modern Warfare e Modern Warfare 2, per poi lasciare spazio ad una ”parabola narrativa discendente e non incisiva come in passato” e che l’utilizzo di attori famosi nel cast non riesce a controbilanciare).

Gli esempi non finirebbero quì ovviamente, anche la serie Battlefield, dopo gli eventi epici di Bad Company 2 ha trovato difficoltà nel proporre valide strade narrative (BF3 e BF4 ne sono un chiaro esempio), culminato dalla pessima scelta di non realizzare una modalità storia per Star Wars Battlefront nonostante l’enorme potenzialità. Dice, ultimamente sembra comunque decisa a ridare lustro a questa componente, ed i passi avanti fatti con la narrativa di Battlefield 1 sembrano indirizzare per la giusta strada.

 

Campagna singleplayer 50% e multiplayer 50% – Equilibrio dell’offerta

Personalmente trovo questa categoria importantissima nel mondo degli FPS, dove lo sviluppatore non deve concentrarsi troppo su una delle 2 feature a discapito dell’altra.

Solitamente questa categoria riguarda lavori che hanno progetti di realizzazione che durano più anni con un personaggi ”iconici” e multiplayer di spessore (anche se considerato difficilmente accessibile alla ”massa” odierna abituata a sparatutto molto più ”canonici” ed approccio immediato).

Esempio lampante di questa tipologia è la serie Halo, titolo dal grande background narrativo, il suo ultimo capitolo risulta l’esatta collocazione del tessuto co-evolutivo singleplayer-multiplayer; una campagna forte di un mondo e personaggi già affermati negli anni e acclamati dai fan, affiancata da un multiplayer solido e dalle giuste sfaccettature (che comunque lo rendono più difficile da approcciare per i ”casual”). Per un approfondimento del titolo vi consiglio questo link.

Oltre ad Halo, un’altra serie che considero in questa categoria è Killzone; la saga che racconta della guerra tra umani ed Helgast affonda le proprie radici negli anni della PS2 ,ed è riuscita ad arrivare fino ad una quarta trasposizione utilizzata come titolo da affiancare al lancio della Play 4.

Un titolo fresco ed innovativo nel mondo degli FPS, che era riuscito a portare una ventata di area fresca nel genere dal punto di vista delle esclusive PS4, con un singleplayer interessantissimo ed un multiplayer corposo e ben strutturato. Speriamo di vedere prima o poi una nuova trasposizione; che il prossimo E3 sia il momento perfetto per annunciare un ipotetico nuovo KILLZONE? Ne resterei estasiato.

 

IN CONCLUSIONE: Il discorso sarebbe assai più ampio e qui abbiamo scalfito soltanto ”la punta dell’iceberg” . L’argomentazione si potrebbe tranquillamente estendere all’intero mondo videoludico, ma mi sono soffermato nella categoria specifica degli FPS perchè a me nota e cara e soprattutto perchè sempre di più noto l’utilizzo dell’equazione FPS = MULTIPLAYER, un’equazione a mio parere a tratti errata perchè anche gli FPS possono regalare emozioni e picchi a livello narrativo. Ovviamente essendo un argomento complesso ho dovuto per forza di cose cercare di scomporre e semplificare, attraverso una forse eccessiva schematizzazione delle categorie, che godono di uno sviluppo di entrambe le componenti ( riassumendo solamente attraverso l’osservazione di percentuali generalizzate al fine solo di far comprendere al lettore quale componente prevale di più a livello di sviluppo e risorse utilizzate). Ovviamente la scelta ed il cambiamento è sempre in mano al consumatore finale, il videogiocatore che può far cambiare ”idea” alla casa di sviluppo, Battlefront ne è un’emblema: un titolo che poteva avere un’avvincente storia singleplayer ”sacrificata” per il comparto multiplayer, e dove il feedback negativo dei consumatori ha convinto DICE  (o almeno così dicono) di optare per una corposa storia singleplayer per il seguito previsto per fine 2017. Insomma c’è speranza, citando le parole del mondo di Guerre Stellari ”Una nuova speranza”.


Foto del profilo di Marino Puntorieri

Informazioni su Marino Puntorieri

CAPO REDATTORE Ragazzo nato nel Dicembre del 1995 con la passione per videogiochi, film e anime. La passione per videogiochi nasce con la tenera età e continua tutt'ora con la spensieratezza di un tempo, unita all'esperienza degli anni. Felice possessore di tutte le console Xbox, adoro principalmente gli FPS (Halo e Battlefield su tutti). Da anni appassionato anche degli strategici su pc e fan della Creative Assembly.


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