Anteprima del nuovo capitolo della saga DIRT


Ieri presso la Microsoft House a Milano si è tenuta un’anteprima aperta al pubblico del nuovo capitolo della saga DIRT.

Ieri, presso la Microsoft House di Milano si è tenuta un’anteprima del nuovo capitolo della saga DIRT, noi ci siamo andati e ci siamo “sporcati di fango”.  L’ambiente essenziale e gli aperitivi sono stati solo un piccolo contorno a quello che era il piatto forte: la possibilità di provare DIRT4 un paio di settimane prima del lancio sul mercato.

A disposizione dei giocatori c’erano una decina di postazioni con gamepad e cuffie e 2 postazioni di guida dotate di volante Thrustmaster TMX Pro. Il tutto naturalmente supportato da Xbox One S. La presenza del game designer capo e rally amatore Paul Coleman è stato un altro piacevole exploit.

Non c’è stato nessun lungo e noioso discorso, è stato il gioco a lasciar parlare di sé, lasciando, per quanto riguarda le postazioni con il pad, la possibilità a chiunque di provarlo.

Dopo una breve fase iniziale di riscaldamento, dove i più fortunati hanno potuto giocare senza uno scopo preciso, i due speaker presenti all’evento hanno deciso di organizzare un piccolo torneo. Poche e semplici regole sono bastate per organizzare una simpatica e amichevole competizione tra i presenti.

Due tentativi, una tappa nel cuore degli USA, che sembra essere uscita da una puntata di un imprecisato telefilm anni ’70 e il mitico “deltone”, sono stati gli ingredienti per il torneo. A dirla tutta, c’erano un paio di aiuti di troppo per i gusti del sottoscritto, che nonostante tutto, ha chiuso con un decorosissimo tempo!

Il gioco sembra ben fatto, sia graficamente che a livello di gameplay, anche se ho notato alcune imperfezioni come la velocità e di conseguenza, i gradi di rotazione del volante virtuale durante l’inquadratura “da cruscotto” che non erano perfettamente allineati.

Graficamente non ho potuto individuare grosse pecche, il gioco filava liscio e fluido garantendo i fatidici 60fps in qualsiasi condizione, anche nelle partenze della modalità Rally Cross.

Molto interessanti le nuove categorie di veicoli, che si possono riassumere in Buggy e Stadium Truck (o Short Course).

Purtroppo le postazioni di guida sono state, a mio avviso, il tasto dolente della giornata. Nonostante i materiali fossero di prima qualità, erano ahimè mal tarate, sia sotto l’aspetto delle dimensioni, sia sotto l’aspetto del ritorno di forza,  che piantato al 100% rendeva impossibile qualsiasi controsterzo, a meno di non essere chiamati Bruce Banner. I Vocalist stile “serata villaggio vacanze” e il rumore della sala completavano il tutto, coprendo sia le indicazioni del copilota, sia il suono del motore, indispensabili per una guida sportiva.
Avrebbero dovuto prevedere delle cuffie anche per chi era “al volante”. Un’altra complicazione l’hanno data gli schermi, che con i loro, per nulla maestosi 28′, erano posizionati troppo distanti dalla postazione, rendendo difficile capire il livello di dettaglio e talvolta perfino trovare la “strada giusta”.

Anche un piccolo intervento da parte di Paul Coleman, sarebbe stato gradito. Il grande capo della sezione game design di Codemaster, purtoppo si è limitato a una presenza fisica, intervendo però ogni qual volta il gioco ne ha avuto bisogno, che a onor di cronaca è stata solo 1, complice una non necessaria calibrazione del volante.

Aspetteremo con ansia il 9 giugno per poter provare in tutta calma questo nuovo titolo della saga Dirt, che nonostante i fattori ambientali avversi, ha saputo regalarmi emozioni positive fin da subito.

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