Curiosità Pokemon: creature basate su leggende troppo vere per essere inventate

Mi ricordo ancora il pomeriggio in cui un ragazzo mi fece notare una cosa curiosa mentre osservava una delle mie rare figurine di Pokémon giapponesi nella mostra di cabinati che ho allestito in città. Guardava Articuno, il maestoso uccello di ghiaccio blu, e disse semplicemente: "Sembra il Roc della mitologia". Rimasi colpito da quella osservazione perché, in realtà, aveva ragione. Dietro ogni creatura che Satoshi cattura e allena si cela una storia più profonda di quanto immaginiamo, un collegamento diretto con leggende, creature mitologiche e persino animali reali che gli sviluppatori di Game Freak hanno sapientemente trasformato in esseri fantastici.
Quando Nintendo e Game Freak concepirono il mondo Pokémon agli inizi degli anni Novanta, probabilmente non pensavano che ogni mostro sarebbe diventato oggetto di analisi storica e mitologica. Eppure è esattamente quello che è accaduto. Il genio di Satoshi Tajiri e Ken Sugimori non stava soltanto nell'inventare creature accattivanti, ma nel radicamento profondo di queste ultime a tradizioni culturali, leggende antiche e fenomeni naturali reali. Un dettaglio che rende il franchise infinitamente più affascinante quando lo si osserva da questa prospettiva particolare.
Le creature leggendarie nascoste nella mitologia mondiale
Comincio da Articuno, Zapdos e Moltres, la trinità degli uccelli leggendari della prima generazione. Questi tre non sono stati partoiti dalla fantasia senza fondamenta. Articuno richiama chiaramente il Roc, quella creatura gigantesca della mitologia araba e persiana, il volatile possente descritto nei Viaggi di Sinbad il marinaio. L'uccello di ghiaccio azzurro eredita la maestosità di quella leggenda, sebbene adattato a un mondo dove il gelo domina anziché la sabbia del deserto.
Zapdos, l'aquila gialla fulminea, prende ispirazione dalla mitologia greco-romana, dall'aquila di Zeus che scagliava fulmini dal Monte Olimpo. Non è una coincidenza che il tipo Elettro sia abbinato a una creatura alata: gli sviluppatori comprendevano profondamente come il cielo fosse da sempre sinonimo di potenza divina e forza sovrumana.
Moltres, infine, è il fenicottero mitologico per eccellenza. La Fenice di fuoco che rinasce dalle ceneri, simbolo di rinascita e potenza primordiale, trasformata in una creatura feroce capace di volare attraverso i cieli infuocati. Questo è il tipo di attentezza culturale che trasforma un semplice videogioco in un'opera che dialoga con la storia dell'umanità.
Più avanti nel franchise troveremo Lugia e Ho-Oh, due draghi leggendari che pescano a piene mani dal folklore asiatico. Lugia racchiude elementi del drago dei mari della mitologia cinese e giapponese, quella creatura che controlla le tempeste e abita gli abissi. Ho-Oh, il fenicottero dorato della Torre Bruciata, unisce la Fenice occidentale con il Feng Huang della mitologia cinese, l'uccello che simboleggia prosperità e armonia. Mitologia cinese|Mitologia cinese non è mai stata integrata più elegantemente in un universo videoludico.
Quando la zoologia incontra la fantasia
Non tutte le creature Pokémon provengono da leggende storte e polverose. Molte altre nascono dall'osservazione diretta del mondo naturale, da quell'attento studio della zoologia che Tajiri e il suo team hanno mantenuto costante nel tempo. Charizard è fondamentalmente un drago europeo reinterpretato, ma con radici nel mondo reale: è un rettile, uno scheletro da lucertola amplificato a dimensioni titaniche e dotato di ali membranose come un pipistrello.
Gengar, quell'spettro birichino, emerge dalle storie di fantasmi giapponesi, dai Yūrei della tradizione nipponica, ma la forma corposa ricorda vagamente un riccio o un piccolo mammifero. È come se gli sviluppatori avessero preso un concetto puro di "spettro" e l'avessero ancorato a qualcosa di fisicamente plausibile. Questo equilibrio tra il mitologico e il reale è quello che rende il mondo Pokémon così coerente e credibile, almeno dal punto di vista dello sviluppo artistico.
Considerate Gyarados, l'imponente drago acquatico che emerge dall'umile Magikarp. Qui vediamo un riferimento diretto alla Mitologia giapponese|mitologia giapponese, a quella trasformazione da creatura debole a mostro terribile descritta in innumerevoli racconti. Ma è anche l'interpretazione di un pesce reale ingrandito, con le caratteristiche di un coccodrillo antico, una rielaborazione intelligente della zoologia estinta e moderna allo stesso tempo.
I draghi nascosti nella cultura orientale
Draghi come Dragonite, Salamence e Garchomp rappresentano il culmine della ricerca mitologica di Game Freak. Non sono i draghi medievali europei che sputano fuoco e custodiscono tesori nelle caverne: sono creature che racchiudono l'essenza del drago orientale, quel serpente cosmico che controlla i cicli naturali e rappresenta il principio di trasformazione e adattamento.
Rayquaza, il drago verdastro che abita gli strati superiori dell'atmosfera, sembra ispirato al Shen Long della mitologia cinese, il drago celeste che contiene il potere dei cieli. La sua forma allungata e sinuosa rieccheggia quella dei draghi dipinti nelle pitture tradizionali asiatiche. Ogni dettaglio non è casuale: gli sviluppatori comprendevano che un drago orientale non doveva necessariamente assomigliare a Smaug di Tolkien per essere credibile e affascinante.
Questa ricerca costante, questo dialogo permanente con la tradizione mitologica mondiale è quello che ha permesso a Pokémon di diventare non soltanto un gioco di successo, ma un vettore culturale. I bambini che catturavano questi mostri stavano, in realtà, assorbendo frammenti di mitologia greca, egiziana, giapponese, cinese. Stavano imparando lezioni di storia e tradizione senza neppure accorgersene, trasportate dal piacere del gameplay e dal desiderio di completare l'Pokédex.
Quando osservo le creazioni di Sugimori e del suo team, non vedo più soltanto designer che inventano mostri carini e potenti. Vedo archeologi della fantasia, persone che comprendono come le leggende umane siano serbatoi infiniti di idee e ispirazione. Ogni Pokémon è un ponte tra il passato mitico e il presente videoludico, una dimostrazione che la vera innovazione nasce sempre dall'ascolto profondo di ciò che è venuto prima. Ecco perché, anche trent'anni dopo il lancio originale, queste creature continuano a cattivarci: perché sono ancorate a qualcosa di vera, di autentico, di infinitamente umano.

