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Perché FromSoftware è sinonimo di giochi difficili? Cosa non noti nelle recensioni classiche

Alessandro Lestanidi Alessandro Lestani· 02/08/2026 21:09
Perché FromSoftware è sinonimo di giochi difficili? Cosa non noti nelle recensioni classiche

Quando si parla di FromSoftware, la mente corre immediatamente a parole come "difficile", "sfidante" e "per hardcore gamer". Eppure questa reputazione nasconde qualcosa di più profondo di quello che emerge dalle recensioni tradizionali. Lo studio giapponese, fondato nel 1986, ha costruito un'identità che va ben oltre la difficoltà pura e semplice: si tratta di una filosofia di design che tocca aspetti narrativi, meccanici e psicologici che raramente vengono analizzati in profondità.

Se avete giocato a Dark Souls, Elden Ring o Bloodborne, avrete notato come la sfida non sia mai gratuita o sadica. Ogni nemico, ogni ambientazione, ogni meccanica racconta una storia. È qui che FromSoftware si differenzia dalla massa: non propone difficoltà per il gusto della difficoltà, ma per creare un'esperienza narrativa coerente e immersiva.

La vera natura della difficoltà in FromSoftware

Le recensioni mainstream spesso si fermano al giudizio superficiale: "È difficile, ma se ami le sfide lo apprezzerai". Questo approccio, sebbene non del tutto errato, sottovaluta completamente la progettazione dietro la difficoltà. FromSoftware non utilizza la difficoltà come un semplice moltiplicatore di danno o come intelligenza artificiale potenziata.

La vera sfida risiede nel design degli spazi, nella gestione delle risorse limitate e nell'interazione tra meccaniche apparentemente semplici che creano combinazioni letali. Quando affrontate un boss in Dark Souls, non state combattendo contro un nemico programmato per farvi perdere: state scoprendo attraverso il fallimento quale sia l'approccio corretto. Ogni morte è una lezione di game design.

Secondo le analisi del settore, questo approccio pedagogico ai videogiochi ha influenzato profondamente l'industria. Sviluppatori indipendenti e team AA hanno iniziato a replicare questo modello, creando un vero e proprio genere: i "souls-like". Ma pochi riescono a catturare l'essenza di ciò che FromSoftware fa così bene.

La narrativa ambientale che bypassa il testo

Un aspetto completamente trascurato dalle recensioni tradizionali è come FromSoftware racconta storie senza dialogare. L'azienda ha sviluppato un metodo narrativo che sfrutta la Semiotica dei mondi di gioco: ogni elemento architettonico, ogni enemy placement, ogni oggetto ha un significato narrativo.

Prendete Elden Ring come esempio. Non vi viene detto direttamente che la Grande Volontà ha plasmato il mondo e i suoi abitanti. Lo scoprite attraverso l'esplorazione, i dialoghi frammenti con PNG, i descrizionamenti degli oggetti. Le vostre azioni, le vostre scelte di progressione, le rotte che decidete di percorrere raccontano una storia alternativa rispetto a quella canonica.

Questo è game design narrativo al suo massimo livello, eppure nelle review leggiamo principalmente considerazioni sulla difficoltà dei boss. La componente narrativa ambientale passa completamente in sordina, relegata a "atmosfera accattivante" quando in realtà è il cuore pulsante dell'esperienza.

I dati di engagement del settore indicano che i giocatori che dedicano tempo all'exploration narrativa in questi titoli riportano livelli di soddisfazione significativamente più alti rispetto a quelli che affrontano il gioco come una mera sfida meccanica.

Il sistema di difficoltà personalizzata che nessuno dice

Esiste un malinteso diffuso: FromSoftware non offre modifiche della difficoltà tradizionali. Questo è vero, ma non totalmente. Il sistema di progressione, le capacità che sblocchiamo, gli incantesimi e le armi disponibili offrono de facto una difficoltà personalizzabile.

Un giocatore esperto può affrontare Dark Souls a basso livello con le armi iniziali, mentre un principiante può progredire velocemente potenziando i parametri e cercando build ottimizzate. FromSoftware non impedisce al giocatore di "barare" nel senso tradizionale: permette di trovare soluzioni creative ai problemi.

Questa flessibilità nascosta è uno degli aspetti più intelligenti del design, eppure rimane quasi invisibile nelle analisi pubblicate. Le review standardizzate tendono a giudicare la difficoltà come una costante, quando in realtà è una variabile completamente controllabile dal giocatore.

Il sistema di matchmaking e di invasioni nel multiplayer aggiunge ulteriori strati di complessità che vanno oltre la semplicistica narrazione "è difficile punto". Ogni meccanica sociale e di cooperazione è stata attentamente calibrata per creare un'esperienza di comunità unica.

L'evoluzione dal design tradizionale al game design del flusso

Dalla fondazione di FromSoftware fino ai capolavori contemporanei, c'è stata un'evoluzione costante nella metodologia progettuale. I primi titoli erano difficili in modo più convenzionale. Con Dark Souls inizia un vero cambio di paradigma: la difficoltà diventa uno strumento narrativo e pedagogico.

Bloodborne perfeziona ulteriormente questo approccio, introducendo il concetto di "aggressività ricompensata": sei incentivato a essere aggressivo, non defensivo. Elden Ring, infine, arriva a offrire una libertà esplorativa senza precedenti all'interno del framework delle meccaniche FromSoftware.

Ognuno di questi titoli rappresenta un capitolo diverso nella storia di come la difficoltà possa essere utilizzata come strumento di comunicazione narrativa e di design. Le recensioni si concentrano sulle novità estetiche e sulla difficoltà percepita, perdendo di vista questa evoluzione consapevole e progressiva.

Cosa manca nelle valutazioni ufficiali

Le testing metodologie delle riviste di settore rimangono piuttosto standardizzate: gameplay, grafica, audio, storia, lunghezza. Questa struttura, sebbene utile come framework generale, non riesce a catturare ciò che rende speciali i titoli FromSoftware.

Non viene quasi mai analizzato il rapporto tra fallimento e apprendimento, tra sfida e progettazione pedagogica dello spazio di gioco. Il concetto di "environmental storytelling" viene toccato brevemente, ma non approfondito. La filosofia di design che sottende ogni singola decisione rimane invisibile.

Un giornalista consapevole dovrebbe domandarsi: per quale motivo persone che dichiarano di non amare la difficoltà rimangono comunque affascinate da questi giochi? La risposta non sta nella difficoltà, ma in tutto quello che circonda la difficoltà.

FromSoftware ha capito che la vera sfida non è vincere, ma comprendere. Capire come funzionano i sistemi, scoprire le storie nascoste, riconoscere i pattern nei design degli spazi. Questo è ciò che distingue i "Soulslike" dai semplici giochi difficili, eppure rimane il grande elefante nella stanza delle valutazioni critiche.

La prossima volta che leggerete una review di un titolo FromSoftware, chiedetevi se l'autore ha veramente compreso la profondità di ciò che ha giocato o se si è fermato alla superficie. Perché lì, sotto la superficie, c'è un mondo di design, di narrativa e di innovazione che merita ben più di un giudizio affrettato sulla difficoltà.

Alessandro Lestani
Alessandro Lestani

Alessandro è cresciuto con un joystick tra le mani e la passione per la tecnologia. Ha fondato un club di retro-gaming a Udine e organizza ogni anno tornei di vecchie console con amici e appassionati. Collabora con diversi forum per analizzare l'evoluzione dei videogiochi e condividere notizie sulle prossime uscite.