L’Italia offre alcuni dei trekking più belli al mondo, e quello in Sardegna è senza dubbio tra i più affascinanti. L’isola, con la sua natura selvaggia e incontaminata, regala percorsi suggestivi che ti sorprendono a ogni passo: sentieri scavati nella roccia calcarea, boschi profumati di mirto, canyon profondi e spiagge raggiungibili solo a piedi. Se ami le avventure all’aria aperta, la Sardegna è una meta che conquista e invita a esplorare i suoi angoli più nascosti a ritmo lento, tra panorami mozzafiato e silenzi spettacolari.
Quali sono i migliori trekking in Sardegna?
La varietà dei percorsi trekking Sardegna è incredibile: dall’aspra Barbagia alla costa orientale, ogni zona regala emozioni diverse. Uno dei sentieri più celebri è quello della Gola di Gorropu, considerato tra i canyon più profondi d’Europa: 6 chilometri di cammino tra pareti che raggiungono i 500 metri d’altezza. Il percorso completo da Genna ‘e Silana richiede circa 4 ore tra andata e ritorno, per una distanza di 12 km.
Altro itinerario imperdibile è il Selvaggio Blu, che collega Santa Maria Navarrese a Cala Sisine. Parliamo di uno dei trekking più impegnativi d’Italia: 6-7 giorni immersi tra falesie a picco sul mare e antichi sentieri di carbonai, per 45 km totali. Il Parco Nazionale dell’Asinara offre invece percorsi più semplici ma altrettanto suggestivi, come quello che conduce alla cima di Punta della Scomunica, regalando scorci indimenticabili sull’arcipelago.
Tra i trekking panoramici Sardegna non manca il Supramonte di Orgosolo, dove si cammina tra lecci secolari e valli selvagge. Il percorso da Monte Novo San Giovanni, ad esempio, è lungo circa 7 km e si completa in 3 ore. O ancora, la traversata di Tiscali, che culmina nel villaggio nuragico nascosto nell’omonima dolina, è un classico per chi cerca emozioni autentiche e storia antica.
Quali panorami straordinari si possono ammirare durante i trekking in Sardegna?
Ogni passo su questi sentieri regala viste che lasciano senza fiato. La Gola di Gorropu impressiona con il suo paesaggio verticale e quasi lunare, mentre il Selvaggio Blu offre scorci ineguagliabili sul Mar Tirreno, con spiagge nascoste come Cala Goloritzé che si rivelano all’improvviso tra le rocce.
Nel Parco di Gennargentu, i trekking portano fin sopra i 1.800 metri, dove nelle giornate limpide puoi spaziare con lo sguardo dalla Barbagia alle coste del Golfo di Orosei. I colori mutano continuamente: il verde delle foreste si alterna al bianco delle rocce calcaree, fino all’azzurro intenso del mare.
Tra i migliori trekking Italia, quelli in Sardegna sono un invito a immergersi nella natura più autentica. Ti troverai spesso circondato da panorami solitari: falesie vertiginose, grotte misteriose e altopiani punteggiati da nuraghi, testimoni di una storia millenaria.
Qual è la difficoltà dei trekking più belli della Sardegna?
I percorsi variano dalla semplice passeggiata all’avventura tecnica. Il sentiero della Gola di Gorropu è accessibile anche ai meno esperti, purché si abbia una buona condizione fisica: il dislivello è di circa 250 metri, su fondo sassoso ma ben segnalato.
Il Selvaggio Blu, invece, è riservato a chi ha esperienza di escursionismo e orientamento: alcune tappe prevedono tratti esposti, passaggi su roccia e persino brevi calate in corda. Non è raro incontrare escursionisti accompagnati da guide locali, soprattutto sulle tratte più impegnative.
Nel Parco dell’Asinara la maggior parte dei percorsi è di bassa o media difficoltà, ideale per famiglie e principianti. Circa l’80% degli itinerari principali dell’isola è segnalato e sicuro per i trekkers, grazie a una rete di sentieri ben mantenuta e a segnaletica aggiornata.
Quali attrezzature sono necessarie per affrontare un trekking in Sardegna?
Per i trekking panoramici Sardegna è fondamentale scegliere scarpe da escursionismo robuste, adatte sia a terreni rocciosi sia a sentieri polverosi. Nelle zone più impervie, come il Supramonte o il Selvaggio Blu, conviene portare con sé zaino leggero, borraccia da almeno 2 litri, cappello e crema solare: il sole può essere molto intenso, già dalla tarda primavera.
Un kit di pronto soccorso, una torcia frontale e una mappa cartacea sono accessori utili, specialmente nei tratti dove la copertura telefonica è assente. Per i percorsi più tecnici, come le tappe del Selvaggio Blu, possono essere indispensabili corde, imbraghi e moschettoni: meglio affidarsi a guide esperte in questi casi.
Ricordati di portare con te qualche snack ad alta energia e, se prevedi soste lunghe, un telo leggero per riposare all’ombra. Per chi percorre sentieri all’interno dei parchi naturali, consigliato avere un binocolo: i panorami e la fauna locale meritano di essere osservati con calma.
Quando è il periodo migliore per praticare trekking in Sardegna?
Il clima mediterraneo regala stagioni miti e perfette per l’escursionismo. I mesi ideali sono aprile, maggio e giugno, quando le giornate si allungano, le temperature sono piacevoli (tra i 18 e i 25°C) e la natura esplode di colori. In autunno, tra settembre e ottobre, i sentieri sono meno affollati e il caldo estivo lascia spazio a un’aria frizzante e limpida.
L’estate, soprattutto a luglio e agosto, può essere molto calda sulle coste e nelle zone interne: meglio evitare le ore centrali del giorno o scegliere percorsi ombreggiati come quelli del Gennargentu. In inverno, alcuni sentieri montani possono essere esposti a pioggia o, raramente, a nevicate, ma le aree costiere rimangono spesso accessibili e suggestive.
La Sardegna offre davvero alcune delle esperienze più emozionanti per chi ama il trekking. Che tu scelga i sentieri selvaggi dell’interno o le scogliere affacciate sul mare, ogni percorso racconta una storia di natura, silenzio e libertà. Preparati a scoprire un’isola diversa, passo dopo passo.
Paolo Ferrante
Food & Travel Writer, Sommelier AIS
Giornalista enogastronomico e Sommelier certificato AIS (Associazione Italiana Sommelier). Da 10 anni percorre l'Italia e l'Europa alla scoperta di cantine, trattorie autentiche e tradizioni culinarie locali. Scrive reportage che uniscono viaggio e gastronomia, consigliando itinerari costruiti attorno alle eccellenze del territorio — dalla degustazione in cantina alla sagra di paese.



