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Qual è la differenza tra parata e schivata nei combat system moderni? Evita gli errori che costano il game over

Chiara Castionidi Chiara Castioni· 06/08/2026 19:02
Qual è la differenza tra parata e schivata nei combat system moderni? Evita gli errori che costano il game over

Parare o schivare? È la domanda che ricevo più spesso quando analizzo i combattimenti dei nuovi RPG e action. Nei titoli moderni la differenza non è solo stilistica: cambia quanto rischi, come consumi stamina, che posizione occupi nello spazio e che ricompensa ottieni. In questo articolo entro nel pratico, con esempi vissuti, errori comuni e una checklist da applicare subito in partita.

Parata: controllo del ritmo e ricompensa immediata

La parata è l’arte di tenere il terreno. Blocchi il colpo, limiti o azzeri il danno e spesso apri una finestra di controffensiva. Nei combat system che premiano l’aggressività controllata, una parata ben eseguita regala vantaggi concreti: danno alla postura del nemico, possibilità di guard break, o addirittura la parata perfetta che rallenta il tempo d’azione avversario.

La sfida è il tempismo. Le finestre sono sempre più leggibili ma più corte, specie ai livelli di difficoltà alti. Mi è capitato di recente, provando una demo di un soulslike indie italiano, di notare come la parata perfetta riducesse di metà il tempo necessario per rompere la guardia del mini-boss: due deflect riusciti e l’avversario andava in stagger. Ma sbagliare il timing significava mangiarsi un 60% di vita.

Quando scegliere la parata:

- Se il gioco ha una barra postura/poise del nemico che crolla con i deflect.
- Se l’arma possiede abilità di parry o scudi con bonus a stabilità.
- Se i colpi sono lineari e telegrati (pattern chiari, poca imprevedibilità).

Benefici tipici: controllo dello spazio (non arretri), vantaggio sul dps del nemico via posture damage, possibilità di punire con combo corte ma sicure. Rischio: se l’animazione di parata non è attiva nel frame giusto, prendi tutto in faccia.

Schivata: invincibilità e posizionamento creativo

La schivata è mobilità pura. Gli i-frame (i famosi fotogrammi d’invulnerabilità) sono il cuore del sistema: entri e esci dal cono d’attacco, ruoti attorno al bersaglio e riposizioni la telecamera. Nei combat system moderni la schivata funziona meglio contro attacchi ad area o multi-hit. Un lettore mi ha chiesto su Discord perché contro un boss a spadone continuasse a cadere: schivava all’indietro. Gli ho suggerito di rotolare dentro al colpo, attraversandolo sul lato del braccio non dominante. Stesso boss abbattuto al tentativo successivo.

Quando scegliere la schivata:

- Se i pattern includono affondi lunghi, sweep circolari o esplosioni ad area.
- Se usi armi leggere che scalano con posizionamento e critici da fianco/dorso.
- Se il titolo concede i-frame generosi o skill che prolungano la roll.

Benefici tipici: riposizionamento, sicurezza contro colpi non parabili, opportunità di punire le recovery lunghe del nemico. Rischio: consumi di stamina più alti, perdita di lock-on e angoli morti della telecamera.

Come leggere il combat system per decidere al volo

Ogni gioco spinge in una direzione. Se la barra postura del nemico cala rapidamente e il tutorial enfatizza il deflect, allora la parata è la chiave. Se invece i boss spruzzano AoE, hanno attacchi rossi “imparabili” o si muovono vorticosamente, la schivata diventa il linguaggio base.

Io faccio così nelle prime due ore:

- Testo tre pattern e misuro la ricompensa: quanta postura tolgo con una parata perfetta? Quanti frame di punizione ho dopo una roll riuscita?
- Verifico i segnali visivi: flash, suoni o effetto scintilla quando paro benissimo? Bagliori rossi su attacchi da evitare?
- Osservo la stamina: quanta ne consuma tenere alto lo scudo rispetto a due schivate di fila?

Questa analisi pratica, sommata al feeling dell’arma, mi dice subito se costruire una run da muro mobile o da ballerina sul filo.

Variabili tecniche: input, frame e finestra

Per evitare errori “ingiusti” serve guardare l’infrastruttura tecnica. Due concetti contano più di tutti: Input lag e Frame rate.

Se il tuo sistema ha input lag alto, il timing della parata perfetta si sposta in avanti e diventa frustrante. Se il frame rate è instabile, gli i-frame della schivata diventano inaffidabili. Io non inizio mai una boss fight finché non ho:

- Attivato la modalità “Prestazioni” a 60 fps stabili, sacrificando un po’ di qualità se serve.
- Ridotto la dead zone della levetta, così la parata arriva quando la penso, non 100 ms dopo.
- Verificato il motion blur: se mi offusca i telegraph, lo spengo senza rimpianti.

Questo alone tecnico è ciò che separa una buona run da una serata di nervi.

Errori tipici da evitare

  • Schivare all’indietro per abitudine: spesso ti consegna al secondo colpo a traccia. Meglio roll laterali o diagonali in avanti.
  • Parare combo complete: la stamina crolla e l’ultimo colpo ti apre in due. Interrompi con micro-schivata tra i colpi pesanti.
  • Confondere il flash grafico: non tutti i bagliori indicano parry window. Studia il suono del metallo o il cambio postura del boss.
  • Spammare la roll: senza gestire i-frame e recovery atterri esattamente sul colpo successivo.
  • Ignorare i colpi imparabili: se il gioco li marca in rosso o con un ruggito, la parata è inutile. Vai di sprint o dash lungo raggio.

Checklist operativa in 90 secondi

  • Scegli arma e build coerenti: scudo alto per parry, pugnali o katane per schivate aggressive.
  • Imposta 60 fps e regola la dead zone: stabilità prima di tutto.
  • In training, conta a voce: “uno” per il colpo in arrivo, “due” per la finestra di parry. Fissa il ritmo nel muscolo.
  • Allena il lato del boss: schiva verso il braccio dell’arma per restare incollata alla spalla e punire in sicurezza.
  • Segmenta i pattern: paro i colpi 1-2, schivo il 3, punisco il 4. Ripeti finché non diventa automatico.

Caso reale: il mini-boss con finta e stoccata

Nell’ultima build che ho provato, un cavaliere alternava fendenti lenti a una finta con stoccata velocissima. All’inizio cercavo di parare tutto e finivo bucata dalla finta. Ho cambiato approccio: parata perfetta sul fendente 1, micro-schivata laterale sulla finta 2, passo avanti e colpo caricato durante la recovery. Tre cicli e la sua postura è crollata. Morale: il mix parata+schivata, quando leggi il pattern, è più potente di qualsiasi estremismo.

Quando forzare la parata e quando la schivata

Forza la parata se:

- Il boss si sbilancia palesemente sui colpi lenti e pesanti.
- Il tuo equip ha bonus sulla difesa perfetta o talenti che rigenerano stamina su parry.
- Stai proteggendo un obiettivo (NPC, leva, punto stretto) e non puoi perdere terreno.

Forza la schivata se:

- I telegraph sono sporchi o il boss usa proiettili e AoE concatenate.
- La mappa ha ostacoli e la telecamera fa i capricci: il roll ti riposiziona meglio della guardia.
- Stai usando buff che aumentano danno da backstab o colpi laterali.

Settaggi che fanno la differenza

Non sottovalutare due minuti nei menu. Imposta la vibrazione come feedback del “tic” di parata perfetta, alza leggermente la luminosità se le animazioni hanno zone d’ombra, e, se possibile, prova la modalità input “coda” attiva: alcuni giochi memorizzano il comando nei 100-200 ms precedenti l’animazione, rendendo più umane le parry window strette.

Infine, calibra il lock-on: in certe boss fight conviene staccarlo durante gli attacchi rotanti, per poi riagganciarlo al momento del contrattacco. È un gesto in più, ma salva la run.

Concludo con una convinzione maturata moderando la community e testando build su build: non esiste una scelta “giusta” a priori. Esiste la lettura del ritmo. Parata e schivata sono due verbi della stessa lingua: usali in sintonia con l’arma, la stanza e il boss, e i game over diventeranno solo appunti di studio.

Chiara Castioni
Chiara Castioni

Chiara ha iniziato a giocare su computer condiviso con il fratello maggiore e si è poi appassionata alle narrazioni immersive nei giochi RPG. Modera una community online di fan degli indie italiani e recensisce nuovi titoli, raccontando con entusiasmo anteprime e segreti del settore.