La nuova tassa sull’eredità introdotta dal 2024 rappresenta una svolta che sta facendo discutere molte famiglie. Sono cambiate le regole, le franchigie e le aliquote, portando tanti a interrogarsi su come proteggere il proprio patrimonio familiare. Se hai beni immobili o risparmi da trasmettere, c’è qualcosa che devi sapere per evitare brutte sorprese fiscali.
Quali sono le novità sulla tassa di successione nel 2024?
Rispetto agli anni precedenti, la nuova tassa sulle successioni prevede una rimodulazione delle aliquote e delle soglie di esenzione. Dal 2024, l’aliquota base è salita al 6% per i trasferimenti tra parenti in linea retta, mentre per i fratelli si arriva all’8%.
Le franchigie sono state abbassate: la soglia di esenzione per figli e coniugi passa da 1 milione a 500.000 euro. Sopra questa cifra, ogni erede dovrà calcolare l’imposta sul valore eccedente. Per nipoti, fratelli e sorelle la franchigia si riduce a 100.000 euro. Oltre a queste cifre, si paga l’aliquota prevista.
Prima, molte famiglie non versavano nulla grazie alle franchigie più alte. Ora, anche patrimoni di valore medio rischiano di essere colpiti dalla nuova tassa eredità 2024.
Chi è colpito dalla nuova tassa sull’eredità?
La nuova normativa riguarda tutte le successioni aperte dal 1° gennaio 2024. Se erediti beni immobili, conti correnti, titoli o partecipazioni, dovrai valutare subito il loro valore complessivo. Più parentela c’è, più cambiano aliquote e franchigie.
- Figli e coniugi: aliquota 6%, franchigia 500.000 euro.
- Fratelli e sorelle: aliquota 8%, franchigia 100.000 euro.
- Altri parenti fino al quarto grado: aliquota 10%, nessuna franchigia.
- Estranei: aliquota 10% senza esenzione.
Chi ha immobili in zone di pregio, magari ereditati da più generazioni, si troverà spesso oltre le soglie. Anche chi eredita solo liquidità, se consistente, dovrà verificare se rientra nella fascia tassata.
Esistono esenzioni o agevolazioni per la nuova tassa eredità?
Alcune esenzioni restano, soprattutto per casi particolari. Ad esempio, se erediti l’abitazione principale come unico immobile e la usi come prima casa, la quota relativa può essere esclusa dal calcolo in certi casi.
Le aziende familiari possono beneficiare di agevolazioni se continuano l’attività per almeno cinque anni dopo la successione. Anche per i beni culturali dichiarati di interesse storico c’è la possibilità di ottenere riduzioni, a patto che siano rispettati specifici vincoli di conservazione.
Chi riceve patrimoni di valore basso, restando sotto le nuove franchigie, continua a non pagare nulla. Tuttavia, il limite più basso renderà meno frequente questa situazione rispetto al passato.
Come pianificare la successione per evitare sorprese fiscali?
La pianificazione è diventata una necessità per chi vuole trasmettere serenamente i propri beni. Fare testamento non basta più: spesso conviene valutare donazioni in vita, trust o polizze vita dedicate, strumenti che possono alleggerire l’impatto tassa successioni.
Ad esempio, donare una parte del patrimonio prima della successione può aiutare a rientrare nelle nuove franchigie. Le polizze vita, se correttamente strutturate, non rientrano nel calcolo dell’imposta di successione.
Attenzione però: ogni soluzione ha regole e limiti precisi. Un consulente patrimoniale può aiutarti a scegliere la strada migliore, anche in base alla composizione della famiglia e alla natura dei beni.
- Valuta il valore attuale del patrimonio, considerando immobili, risparmi e investimenti.
- Considera la suddivisione tra gli eredi e verifica chi può beneficiare delle franchigie.
- Pensa a strumenti di protezione come donazioni, trust, fondi patrimoniali o polizze.
- Verifica sempre le novità normative: le regole cambiano e possono influire sulle scelte.
Qual è l’impatto della nuova tassa sulle famiglie italiane?
Molte famiglie che prima non temevano la tassa eredità ora dovranno fare i conti con esborsi significativi. Un esempio pratico: se erediti un appartamento del valore di 600.000 euro, dovrai pagare il 6% su 100.000 euro, cioè 6.000 euro di imposta.
Nel caso di due figli che si dividono una casa da 800.000 euro, ognuno erediterà 400.000 euro: restando sotto la franchigia, nessuna imposta. Ma se il valore sale a 1.200.000 euro, ciascuno eredita 600.000 euro, cioè 100.000 euro tassabili per ciascuno, con aliquota al 6%.
Le famiglie con patrimoni immobiliari o risparmi accumulati in anni di lavoro rischiano di dover liquidare parte dei beni per pagare la tassa, specialmente se si tratta di eredità indivise o di più eredi. La nuova normativa spinge sempre più italiani a ripensare come tramandare il proprio patrimonio.
Rispetto alle vecchie regole, il gettito stimato per lo Stato cresce, ma aumentano anche le difficoltà per chi non aveva mai pianificato la successione. Un aspetto che può mettere in difficoltà soprattutto le famiglie con immobili storici o aziende familiari, dove la continuità è fondamentale.
In sintesi, la nuova tassa eredità 2024 cambia le carte in tavola. Se hai intenzione di lasciare un patrimonio, pensaci ora: una gestione consapevole può evitare problemi futuri e garantire serenità ai tuoi cari.
Serena Caputo
Consulente del Lavoro, Esperta in Previdenza Sociale
Consulente del Lavoro iscritta all'Ordine Provinciale di Bologna dal 2011. Specializzata in diritto previdenziale, gestione delle pensioni e ammortizzatori sociali. Assiste lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati nella comprensione dei propri diritti contributivi. Collabora con patronati e CAF per attività di formazione e divulgazione sulle novità normative.



