Busta Paga, cambiamenti in vista: ecco le novità

Il concetto di busta paga è inevitabilmente legato al mondo del lavoro: si tratta di un documento fornito dal datore di lavoro che “certifica” una determinata prestazione lavorativa, sia in relazione all’importo finale ma anche tutta una serie di dati relativi alla retribuzione, ai dati anagrafici del lavoratore ed alla sua posizione contributiva.

Il termine deriva dalla busta vera e propria, nella quale gli operai del tempo ricevevano fisicamente il denaro, mentre solo successivamente le prestazioni sono state certificate e regolarizzate. Il concetto di “cedolino” è tipico della cultura europea.

Busta Paga, cambiamenti in vista: ecco le novità

La busta paga non è mai “uguale per sempre” al netto dei cambiamenti in fatto di salario: non comprendendo solo lo stipendio ma anche le trattenute fiscali le ritenute previdenziali, così come anche buona parte dei bonus e detrazioni varie.

Modifiche relative alla tassazione IRPEF (l’imposta sulla persona fisica, che riguarda ogni tipo di lavoratore) hanno iniziato ad essere ufficializzate a partire dalla prima parte del 2022.

Gli scaglioni IRPEF sono stati rimodulati ed alcune fasce di reddito, oltre ad essere stati ridotti da 5 a 4. Ecco in percentuale le nuove aliquote.

Fino a 15.000 euro 23 per cento
Oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro 25 per cento
Oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro 35 per cento
Oltre 50.000 euro 43 per cento

Sparisce dalla busta paga qualsiasi forma di bonus legato ai figli, che viene invece erogato tramite un bonifico bancario a cadenza mensile. L’Assegno Unico per famiglie infatti ha formalmente accorpato qualsiasi forma di agevolazione economica per i nuclei familiari che in precedenza godevano di bonus legati ai figli.

Rimodulato anche il Bonus 100 euro, chiamato anche Bonus Renzi, il trattamento integrativo per il lavoratori che può arrivare fino a 1200 euro annui: questo viene percepito da chi ha un reddito non superiore a 15.000 euro. Il bonus può essere comunque essere ottenuto fino a 28.000 euro se la somma di determinate detrazioni (es. per carichi di famiglia e per reddito da lavoro dipendente e assimilati) è di ammontare superiore all’imposta lorda.

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