Rete Tiscali in sofferenza. L’ad Soru: “Per lo Smart Working non basta l’ADSL”

Sono giorni di “sofferenza” anche per le reti internet. Stressate dal grande utilizzo dovuto alle quarantene e allo smart working imposti dall’emergenza sanitaria da contagi da Covid19, le reti stanno però tenendo a galla e connessi milioni di persone. Molti disagi vengono segnalati, in questi giorni, dagli utenti Tiscali. Nella sola giornata di ieri, il VoIP è andato fuori servizio ed il numero di assistenza 130 è risultato spesso irraggiungibile. Alcuni hanno segnalato anche difficoltà ad effettuare telefonate. In generale, la connessione Tiscali è particolarmente lenta.

Nella giornata di ieri IlSole24Ore ha pubblicato un’intervista a Renato Soru, fondatore ed amministratore delegato dell’azienda che fa da provider a tantissimi utenti nel nostro paese. Soru ha messo l’accento sull’impossibilità di reggere l’impatto dello smart working con l’ADSL, che rimane ancora una delle tecnologie di connessione più diffusa nel nostro paese. Per Soru sarebbe basilare incentivare il passaggio degli utenti alla fibra proponendo una sorta di “rottamazione” della vecchia tecnologia, per aumentare il passo degli utenti e delle connessioni, mentre gli operatori stanno già investendo sul 5G. Di seguito una sintesi delle parole di Soru realizzata dalla redazione di Breakingames.it

“Registriamo aumenti del traffico del 50%, con picchi fino al 200 per cento. Abbiamo risolto le difficoltà installando nuovi apparati, facendo investimenti in hardware. È salito in modo esponenziale anche il numero di speed test, se ne contano fino a 200mila in un giorno per una sola azienda. Consigliamo di usarli in maniera meno compulsiva: consumano banda preziosa. Il valore dei servizi tlc è evidente, tutti stanno toccando con mano l’importanza enorme della rete.

Potremmo accelerare la trasformazione digitale. Per realizzare questi obiettivi però si chiede agli operatori di investire di più. Con l’attuale livello di prezzi sul mercato, gli investimenti non sono sostenibili, bisogna aiutare i consumatori a pagare il giusto prezzo per servizi in fibra: se dobbiamo portare il lavoro a casa non può bastare l’adsl. In passato si è rottamato il frigo, l’auto, ci sono stati incentivi per i decoder. Rottamiamo le tecnologie vecchie tipo l’adsl, sosteniamo domanda con dei voucher, aiutiamo i consumatori a pagare il giusto. È il momento di aiutare la transizione digitale verso le reti in fibra ottica fino alla casa. La fibra fino al cabinet (ovvero all’armadietto di quartiere) e il resto in rame non basta”.