L’amaro fa davvero digerire? Attenzione alla risposta

L’amaro è una tra le bevande alcoliche più conosciute e consumate al mondo, ha un gusto molto particolare, a seconda degli aromi che su utilizzano durante la sua produzione ed è abbastanza amaro. L’amaro è un liquore che solitamente può essere consumato sia come aperitivo che come digestivo a fine pasto.

Più precisamente, si può dire che l’amaro è incluso nelle bevande spiritose, per bevande spiritose s’intendono le bevande prodotte direttamente mediante la distillazione, macerazione o aggiunta di aromi, o anche mediante la miscelazione di una bevanda spiritosa con un’altra bevanda che invece non lo è.

Come si produce l’amaro?

Per la produzione dell’amaro sono previste due fasi principali, la prima è l’infusione e la seconda è la distillazione.

Come prima cosa si selezionano le erbe e le radici che si vogliono andare ad utilizzare, esse variano a seconda della ricetta che il produttore segue, esse sono dosate, macinate, e ridotte in polvere. A questo punto possono essere immerse all’interno di una soluzione idroalcolica e le si lasciano a macerare per un tempo variabile, generalmente sempre un mese o poco più, in modo che tutto l’aroma delle droghe vegetali utilizzate si sprigioni al meglio. Dopo questo periodo il preparato che si ottiene è lasciato decantare, in questo modo diventerà limpido e si andrà, poi, ad unire al liquido che proviene dalla fase di distillazione.

L’amaro fa digerire?

In Italia capita molto spesso di terminare un pasto bevendo un bicchierino di amaro, specialmente quando il pasto è stato più abbondante.  E’ pensiero molto comune che l’amaro faccia digerire, ma in realtà non è del tutto veritiera questa affermazione.

Sicuramente l’amaro a differenza di altri liquori, data la ricchezza di erbe e radici, potrebbe rendere più semplice la digestione. L’amaro è anche spesso definito ammazzacaffè, questo perché è in grado di azzerare il miscuglio di sapori al termine di un pasto.

Dopo aver sorseggiato l’amaro, la produzione di saliva tende ad aumentare, questo perché si stimolano le papille gustative. L’amaro, come tantissimi altri liquori, presenta un tasso alcolico di circa 30-35°. Più è elevato il tasso alcolico maggiore sarà il danno a cui si sottopongono le pareti dello stomaco, che si irriteranno. Questo danno può rallentarne lo svuotamento gastrico, per cui si avrebbe un effetto contrario, la digestione sarebbe rallentata.

Ingredienti utilizzati

Per la produzione dell’amaro, come accennato, sono scelte e selezionate varie erbe, spezie, radici, queste droghe vegetali apportano numerosi benefici al nostro organismo, quando consumate al naturale, sicuramente aggiungendole a preparazioni alcoliche, parte ei loro benefici andrà a perdersi.

C’è una verità quando si sostiene che l’amaro faccia digerire. La digestione sembra essere facilitata proprio dalla presenza di questi composti vegetali dalle numerose proprietà benefiche, tra cui il loro potere digestivo. resta, però, il fatto che l’etanolo presente in quantità elevate rende i succhi gastrici più acidi per cui la digestione non sarà facilitata.

Inizialmente abbiamo detto che l’amaro è consumato principalmente a seguito di un pasto pesante, e, invece, proprio in questo caso sarebbe da evitare. Questo perché già dopo un pasto abbondante l’organismo si sovraccarica di zuccheri, calorie e nutrienti in generale, con il consumo dell’amaro andremo ad aumentare il quantitativo di calorie. Quindi meglio consumarlo lontano dai pasti.

Consiglio

Ad ogni modo, per molte persone è una vera e propria tradizione sorseggiare un po’ di questo liquore, specialmente in compagnia. Quando non si vuole rinunciare a questo momento, ci sono delle accortezze che possono essere messe in atto per renderlo più leggero, per alleggerire il potere calorico e per consumarne meno.

Per alleggerire ed abbassare, seppur leggermente, la gradazione alcolica dell’amaro, è consigliabile utilizzare dei bicchieri più piccoli, così da poter contenere un quantitativo minore della bevanda, oppure sempre per alleggerirlo, aggiungere un cubetto di ghiaccio.