La bresaola è cancerogena? La risposta è incredibile

La bresaola è un salume crudo e non affumicato. Esistono diverse tipologie di bresaola che, in primo luogo, si differenziano in base alla carne che si utilizza. La più consumata è sicuramente la bresaola di manzo, ma si può trovare in commercio anche la bresaola di cavallo e di cervo.

  • La bresaola di cavallo si produce principalmente nelle province di Asti e di Padova. Ciò che viene utilizzato per la sua produzione è la coscia di cavallo che deve essere privata del grasso e dei nervi.
  • La bresaola di cervo si produce principalmente in provincia di Novara. Le parti anatomiche del cervo che si utilizzano per produrre la bresaola sono la coscia e la spalla.
  • La bresaola più conosciuta e più consumata resta quella della Valtellina. Si tratta di un prodotto IGP.

La bresaola della Valtellina deve essere prodotta utilizzando la carne di manzo salata. Il manzo al momento del macello deve avere un’età compresa tra i 18 mesi e i 4 anni. Le parti anatomiche utilizzate per la sua produzione sono la fesa, la punta d’anca, la sottofesa, il magatello e il sottosso.

La bresaola è un salume dal caratteristico colore rosso brillante e la sua elevata magrezza, infatti, il grasso presente è minimo ed è presente nella parte interne del prodotto. Si tratta di una carne soda ma, allo stesso tempo, abbastanza elastica.

Come si produce la bresaola?

La produzione della bresaola ha inizio con la scelta dei tagli di carne da utilizzare. Una volta selezionati i tagli da utilizzare si ripuliscono dal grasso e dai nervi e i tendini.

Dopo aver ripulito il taglio di carne la fase successiva è la salatura a secco. Si va a cospargere la carne con del sale, e, a scelta, a seconda del produttore e a seconda della ricetta che si utilizza, oltre al sale possono essere aggiunte anche spezie varie, aromi naturali, pepe, zuccheri a scopo conservativo ecc.

Dopo la salatura la bresaola è lasciata a riposo per almeno 10 giorni. Durante questo periodo di tempo, la carne viene manipolata, di tanto in tanto, per far si che il sale penetri anche in profondità.

Dopo 10 giorni, o anche più, la carne viene è insaccata all’interno dei budelli, naturali o sintetici, e si ripone il prodotto ottenuto in celle apposite, a temperatura e umidità controllata, per l’asciugatura, in pochi giorni la carne si disidrata.

Una delle ultime fasi produttive è la stagionatura. Si tratta di un’operazione che deve durare almeno un mese e deve essere effettuata sempre all’interno di celle, o locali appositi, ad una temperatura tra i 12 e i 18 °C. Ultimata la stagionatura la bresaola può essere immessa sul mercato per essere venduta.

Valori nutrizionali

A differenza di tanti altri salumi, la bresaola è abbastanza magra, apporta circa 150 Kcal per 100 grammi di prodotto consumato. Per questo motivo non è strano trovarla in diete dimagranti. Ovviamente il consiglio è di non esagerare mai con il suo utilizzo, si tratta pur sempre di un insaccato, contiene sale, poi è un prodotto crudo, quindi dovrebbe essere consumata in breve tempo.

Per 100 grammi di prodotto abbiamo:

  • proteine: 31,1g;
  • grassi: 1,94g;
  • carboidrati: 2,76g;
  • fibre: 0g;
  • ceneri: 10,4g;
  • acqua: 54g;
  • colesterolo: 79g;
  • sodio: 2.79g.

La bresaola è cancerogena?

Iniziamo con il dire che la bresaola, come tutti gli altri alimenti, se consumata eccessivamente, potrebbe riportare delle controindicazioni per la nostra salute. Quindi meglio non esagerare.

Si tratta di un salume, dunque contiene dosi elevate di sodio, non molto benefico per il nostro organismo, e ancor meno positivo il suo consumo quando si tratta di soggetti ipertesi, che quindi hanno la pressione alta.

Ancora, la bresaola, essendo un insaccato crudo, non è consigliato per le donne in gravidanza, il rischio a cui si va incontro è la toxoplasmosi, deleteria per il feto, ma anche per l’ipertensione gestazionale.

Un altro motivo per cui non si dovrebbe consumate molta bresaola è la presenza di conservanti, tra cui i nitriti e i nitrati che possono essere, a lungo andare, pericolosi per la nostra salute. Questi additivi sono risultati cancerogeni, ovviamente solo se assunti in dosi elevate. Di conseguenza, la bresaola, se mangiata frequentemente potrebbe essere potenzialmente cancerogena.

Ci teniamo a specificare che mangiare la bresaola di tanto in tanto non rappresenta un  problema per la nostra salute, basta rispettare le dosi raccomandate e non consumarla per più di due volte alla settimana.