Coronavirus, “soffrono” anche i server delle big. Connessioni a rischio?

Il forte impulso allo smart working e il continuo ricorso all’intrattenimento e alla comunicazione via internet rischiano di lasciarci ancora più isolati di quanto siamo ora. È quanto emerge da un’analisi incrociata delle notizie e dalle dichiarazioni e dalle azioni dei “big” del mondo internet. Già negli scorsi giorni era stato lanciato l’allarme circa le reali possibilità della rete internet italiana di reggere all’impatto dello smart working e dell’isolamento della maggior parte degli italiani.

Whatsapp a rischio “fusione” dei server

Oggi arrivano le parole di Marc Zuckerberg riportate da Corriere.it: “Se l’epidemia si espande, i server di Whatsapp rischiano di fondersi”. Questo perché la maggior parte degli utenti di Whatsapp, e nel mondo sono circa 2 miliardi, potrebbero ritrovarsi a comunicare assieme. Magari avviando videochiamate singole o di gruppo, per “restare in contatto”. Il rischio che da un giorno all’altro questo possa non potersi fare più sta aumentando col passare dei giorni e con l’aumento dei contagi in tutto il mondo.

Streaming e Videogames al centro del problema

Un bel problema, che ha più di un soggetto chiamato all’intervento in queste ore. Da un lato ci sono i provider, le aziende che forniscono connessioni ad utenti e aziende, già invitate a potenziare i propri servizi a breve termine per consentire la continuità dello smart working. Dall’altro lato ci sono i “big” di internet e i loro server, con quest’ultimi sottoposti ad uno stress senza precedenti. Per alleggerire lo stress, nei giorni scorsi Netflix e Youtube, e nelle scorse ore Facebook ed Instagram, hanno ridotto la definizione dei video che è possibile caricare e visualizzare su questi siti.

Il problema riguarda anche le grandi piattaforme di videogames. Rappresentano sicuramente un aspetto secondario del problema in ragione della realtà ludica. Ma non è un mistero che i giovanissimi, tenuti a casa dalle scuole, abbiano preso d’assalto le console e le piattaforme di gioco in streaming. Nella settimana scorsa sono stati monitorati i primi “down” di titoli importanti come Fortnite e COD Warzone legati all’emergenza data dai contagi per coronavirus. La somma di streaming video e gioco online rappresentano al momento l’80% del traffico secondo quanto stimato nelle scorse ore.

Le parole del ministro Pisano

Pochi giorni fa il ministro per l’innovazione digitale Paola Pisano è stata intervistata da Sky a tal proposito. Il ministro ha invitato ad usare internet “con parsimonia”, pur spiegando che “i mezzi per evitare il collasso della rete ci sono tutti”. Il nodo della questione sembra essere nel fatto che “Il traffico è aumentato molto. Ci sono problematiche in alcune ore, per la crescita della fruizione di videogiochi o di streaming di intrattenimento, in fasce orarie pomeridiane, mentre prima questi flussi erano previsti in serata. Gli operatori non sono preparati ad avere dei picchi in momenti della giornata differente”.

Due anni di incremento dei dati in pochi giorni

Un ritardo infrastrutturale, quello italiano sulla rete internet, che rischia di pagarsi anch’esso in questi giorni. La rete in rame (ADSL a varie velocità) è nettamente più in sovraccarico di quella in fibra, più cara al cliente e meno diffusa sul territorio. In ogni caso sono in atto limitazioni della banda che rendono molto più lente e meno performanti le nostre connessioni. Anche e sopratutto a beneficio di garantire il servizio alle strutture sanitarie. Tutti gli esperti però concordano su di un dato, univoco: dall’11 Marzo scorso l’incremento dell’utilizzo dei dati internet è cresciuto in pochi giorni del 70%, mentre l’aumento annuo è di circa il 30%. Questo significa che in pochi giorni si è iniziato ad usare le connessioni internet per un aumento atteso in un periodo di circa due anni.