Coronavirus: IBM segnala 77 possibili composti anti-contagio

In queste ore di tensione e di pressione dovute al diffondersi del contagio da coronavirus in Italia e nel resto del mondo, arriva dalla IBM una notizia che potrebbe dare speranza a chi in queste ore combatte la malattia in prima linea. L’azienda di computer statunitense ha infatti adoperato uno dei suoi super-computer per compiere un calcolo esponenziale dedicato ai composti che potrebbero potenzialmente sconfiggere, o almeno rallentare, la malattia.

IBM ha infatti diffuso una nota ufficiale in cui spiega come il mega-processore Summit abbia effettuato circa 8mila simulazioni in poche ore scandagliando tutti i possibili composti capaci di compromettere l’efficacia di Covid-19. Il calcolo è terminato con l’individuazione di 77 composti che hanno questa capacità, almeno stando alle simulazioni. Il computer si trova all’Oak Ridge National Lab in Tennessee, negli Stati Uniti.

Come si legge dal comunicato IBM, calcolatori di questa portata sono necessari per provare a velocizzare i test di laboratorio che restano lenti rispetto al calcolo delle potenziali variabili. Ognuna di queste può essere composta da milioni di dati unici, e il calcolo aggravato ulteriormente dal dove condurre situazioni multiple. Con la sua potenzia computazionale di 200 petaflop di picco – equivalenti a 200 milioni di miliardi di calcoli al secondo, Summit potrebbe quindi costituire un aiuto fondamentale per la comunità scientifica.

Nel comunicato ufficiale IBM spiega che: “Se per la cura del coronavirus ci vorrà tempo – breve, auspica l’azienda – la disponibilità di macchine di questo tipo dà alla comunità scientifica ulteriori speranze di successo, testimoniando ancora una volta il ruolo insostituibile che la tecnologia assume nelle grandi sfide dell’umanità”. IBM mostra nel suo comunicato anche una realizzazione in rendering del composto anti Sars-CoV-2. Una simulazione al computer che si avvicina molto a quella del videogioco FoldIt, nei giorni scorsi pubblicizzato perché consentiva a chiunque di provare a costruire una proteina capace di fermare il Covid19.