Roland rivoluziona il pianoforte: il Grand Facet è tutto digitale

Roland promette di rivoluzionare il mondo della musica con il primo pianoforte interamente digitale. Presentato pochi giorni fa, il Grand Facet rappresenta davvero l’ultima frontiera in quanto a commistione tra tecnologia e mondo della musica. Un mondo, soprattutto per quanto riguarda la musica classica, che è sempre restio e guarda costantemente con perplessità a novità del genere.

Roland Grand Facet è infatti un pianoforte di design interamente digitale. Niente martelletti, corde, pannelli in legno. Ma una tecnologia che promette di riprodurre in maniera estremamente fedele l’acustica dello strumento, Che, nella storia della musica, di fatto non ha subito alcun cambiamento reale, ma solo evoluzioni e “adattamenti”, soprattutto agli spazi.

Lo strumento è stato presentato ufficialmente al CES 2020 di Las Vegas, la fiera statunitense delle novità tecnologiche. Ci sono voluti quasi cinque anni di lavoro, dall’annuncio nel 2015 del Roland Digital Piano Design Awards. Questo era di fatto un premio per la progettazione del pianoforte interamente digitale indetto dall’azienda. Ha vinto da Jong Chan Kim, che è a tutti gli effetti il progettista di questo concentrato di tecnologia.

Il Roland Grand Facet Piano è ispirato a tre temi principali: design, connettività ed evoluzione. Lo stile e la linea dell’oggetto evocano uno stile “fluttuante” ispirato a cristalli poliedrici e che ricordano un po’ le linee di Tesla Cybertruck. Equipaggiato e ottimizzato con il più avanzato set per la modulazione del suono di Roland, il Facet Grand Piano consente un accesso immediato a contenuti digitali. In particolare, al posto del leggio, è presente uno schermo led accoppiabile a un applicazione Android che consente di leggere e scrivere musica. L’interazione con lo schermo digitale è possibile attraverso touch. Ma anche con Alexa, l’assistente vocale di Amazon.

Ma la parte principale dello studio Roland legato al Grand Facet Piano riguarda la riproduzione del suono. A causa dell’assenza della cassa di risonanza, Roland ha provato a ricreare un suono quanto più fedele possibile attraverso il posizionamento degli altoparlanti. Questi sono stati posizionati in punti strategici, come la base, la tavola superiore, e anche nell’interno del telaio cavo, per creare col digitale la tipica risonanza sonora analogica proveniente dalla cassa di un classico pianoforte a coda.

Foto: Roland.com