Roma:la Pecora elettrica non riaprirà!

La libreria e caffetteria La Pecora Elettrica di Roma, che per due volte quest’anno aveva subito degli incendi dolosi, prima il 25 aprile e poi nella notte tra il 5 e il 6 novembre, non riaprirà più. Il secondo incendio della libreria, che si trova nel quartiere di Centocelle, era avvenuto il giorno prima dell’inaugurazione che avrebbe dovuto seguire la fine dei lavori di ristrutturazione fatti dopo il primo incendio. I proprietari annunciano, con una lettera a Go Fund Me, la loro decisione:

“Cari amici e care amiche,
sentiamo forte la vostra solidarietà e vicinanza.

Nonostante il dolore e la rabbia per quello che La Pecora Elettrica ha subito, ci sentiamo parte di una comunità che travalica i confini del nostro quartiere e della nostra città.
Una comunità forte e consapevole capace di stringersi in difesa degli spazi di condivisione e di promozione culturale.

 Tuttavia, è con grande dispiacere che vi dobbiamo rendere partecipi della nostra decisione di non riaprire. Non viviamo questa scelta come una sconfitta: il lavoro svolto, di cui siamo molto orgogliosi, in due anni e mezzo di apertura, ha messo in moto energie nuove e nuove progettualità che non andranno disperse.  La Pecora Elettrica ormai è un’entità più grande dei due proprietari della caffetteria libreria e per questo non sappiamo ancora dirvi quali nuove strade prenderà”.La risposta di Centocelle alle fiamme che hanno colpito la libreria, così come la pinseria Cento55 e il Baraka Bistrot, è stata esemplare. Gli abitanti si sono stretti intorno ai gestori, sono scesi nelle strade e hanno anche dato vita alla LAC, la libera (ed eterogenea) assemblea che si riunisce ogni settimana e i cui sono confluiti tutti, dagli occupanti del Forte Prenestino ai gestori dei locali, alle mamme dei comitati, ai singoli cittadini.
Una situazione diametralmente opposta a quella che sta vivendo il quartiere in cui nasce un’altra libreria storica, Giufà, colpita, nella notte tra venerdì e sabato da un vero e proprio raid (il terzo) in un quartiere come San Lorenzo che, come ha raccontato a Repubblica, il gestore Francesco Mecozzi, dopo l’omicidio di Desirée Mariottini, è stato “blindato dalle forze dell’ordine, i giovani non vengono più e la notte le strade sono deserte e insicure”. E dove, “nell’indifferenza totale chiudono locali storici e botteghe artigiane”.
“Centocelle è in fermento”, continua Danilo, “quello che ha generato la Pecora Elettrica in termini di condivisione, di relazioni, di rete solidale, di promozione culturale, ormai è un patrimonio collettivo, il nostro messaggio è arrivato a tutti. Qualcosa di diverso nascerà, ma ancora non sappiamo che forma prenderà”.