Primo ospedale per la salute della donna:Ecco cosa sta succedendo a Milano!

L’ospedale Macedonio Melloni di Milano diventa il primo ospedale per la salute della donna in Italia, ad opera della Regione Lombardia, l’Asst Fatebenefratelli Sacco e la Fondazione Onda. L’obiettivo è istituire un modello organizzativo dedicato interamente alla donna con percorsi specifici per le varie fasi della vita: sviluppo (11-18 anni), età fertile e riproduzione (19-50 anni), menopausa (45/50 – 65 anni), senescenza (65 anni). L’ospedale da oggi offrirà dei percorsi specifici dedicati alla presa in carico degli ambiti fisiologici e di sviluppo, delle patologie e delle necessità clinico assistenziali delle donne nelle varie fasce di età, integrandoli con quelli già esistenti, riservando particolare attenzione anche alla salute delle lavoratrici.Come ha dichiarato Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, che ha collaborato insieme a Regione Lombardia e Asst Fatebenefratelli alla nascita del nuovo percorso di salute al femminile:

“L’Ospedale della donna è un sogno che diventa realtà. La medicina di genere trova nel Presidio Ospedaliero Macedonio Melloni, il primo ospedale italiano rosa, concreta applicazione, un passo avanti rispetto ai ‘bollini rosa’, il riconoscimento di Onda agli ospedali attenti alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie femminili. Ci auguriamo che altri ospedali che hanno ottenuto questo riconoscimento possano seguire l’esempio di questa realtà all’avanguardia ispirata al Brigham and Women Hospital di Boston”.Il principio alla base della medicina di genere è che molte malattie comuni a uomini e donne presentano spesso differenze in termini di incidenza, sintomatologia, gravità e risposta alle terapie. Secondo il Libro bianco sulla salute della donna di Onda – ricorda una nota – le donne soffrono di più di malattie croniche rispetto agli uomini (42,6% contro 37%), hanno un’aspettativa di vita più lunga (84,9 anni contro gli 80,6 degli uomini), ma rispetto ai maschi trascorrono meno anni in buona salute (57,8 rispetto a 60) e consumano più farmaci (prevalenza d’uso del 67,5% contro il 58,9%).