Wonder Boy The Dragon’s Trap: un gradito viaggio nel passato


Grazie agli sforzi di Lizardcube, da qualche settimana abbiamo la possibilità di tornare indietro nel tempo fino al lontano 1989, anno di pubblicazione di Wonder Boy The Dragon’s Trap su Sega Master System.

Da vecchio (neanche troppo in realtà) videogiocatore quale sono, non appena è giunta alle mie orecchie la notizia che uno dei giochi più belli ai quali abbia mai giocato da piccolo sarebbe tornato su PS4 in una versione un po’ più gradevole ad occhi e orecchie ho letteralmente fatto i salti di gioia.

Ma andiamo con ordine.

Siamo agli inizi degli anni 90 quando ricevo in regalo la cartuccia di Wonder Boy The Dragon’s Trap (conservata per 2 decenni in cantina assieme a molte altre ma poi smarrita), quarto titolo della saga di Wonder Boy e diretto seguito di Wonder Boy in Monster Land.

Sarà stato per la giovane età o per l’effettiva difficoltà intrinseca del gioco ma all’epoca non riuscii mai a portarlo a termine cozzando sempre contro quel maledetto Drago Vampiro.

“Avrò la mia vendetta in questa vita o nell’altra” (cit.)

Circa un mese fa (precisamente il 18 Aprile) senza batter ciglio elargisco i 19,99€ richiesti e mi fiondo nuovamente nella magica avventura iniziata quasi 25 anni prima.

Il primo impatto

Appena selezionata la voce gioca del menù veniamo posti difronte ad una scelta che non era presente nel titolo originale e che rappresenta l’unica vera aggiunta al gameplay, cioè la possibilità di selezionare il livello di difficoltà tra facile, normale o difficile (con nemici più forti e tempo limitato) e, soprattutto, il protagonista se il classico uomo o una sua versione femminile.

La prima caratteristica che balza all’occhio una volta cominciato a giocare è l’incredibile cura che gli sviluppatori hanno utilizzato per ridisegnare personaggi, mostri e ambientazioni, tutti realizzati interamente a mano come si può vedere dagli artwork che si sbloccano mano mano che si procede nell’avventura.

Anche le musiche del gioco sono state realizzate da zero ma sono comunque molto fedeli alle controparti originali.

Probabilmente non ve l’avevo ancora detto, ma come già successo per altri capolavori del passato (ad esempio la serie di Monkey Island) è possibile switchare in qualsiasi momento tra la grafica e l’audio moderni e quelli originali (nostalgia portami via).

Il gioco

La trama di Wonder Boy The Dragon’s Trap è molto semplice: bisogna girare in lungo e in largo per sconfiggere i temibili Draghi e spezzare la maledizione che affligge il povero protagonista dopo esser stato tramutato in un’adorabile lucertola verde sputa fuoco.

Mano mano che si procede in questo platform 2D con elementi di RPG (una trovata all’epoca geniale) e si sconfiggono i 4 boss secondari (nell’ordine Drago MummiaDrago ZombieDrago CapitanoDrago Daimyo) il nostro eroe subisce ulteriori mutazioni (TopoPiranhaLeoneFalco).

Queste gli conferiscono abilità peculiari (camminare sui muri e passare in spazi ristretti, nuotare, colpire con un arco di 180° e volare) e ci consentono di arrivare nella tana del Drago Vampiro per spezzare finalmente la maledizione.

Sparsi per la mappa di gioco troviamo poi dei negozi gestiti da simpatici maiali dove è possibile acquistare nuovo equipaggiamento in termini di spadescudi ed armature. Caratteristica interessante è che questi oggetti non vengono ordinati in base alla potenza ma i bonus che conferiscono variano a seconda della forma che assume il protagonista. Verso la fine del gioco infatti sarà infatti possibile mutare a piacimento in determinate stanze ma saremo noi a dover trovare la giusta combinazione di equipaggiamento.

La longevità del gioco è quella del titolo originale. Per chi sa già come muoversi la storia si riesce a completare in 2-3 ore, mentre per chi lo giocherà per la prima volta sarà una sfida discretamente impegnativa (soprattutto ad un certo punto dove c’è la seria possibilità di girare a lungo a vuoto e perdere la pazienza).

La maledizione è stata finalmente spezzata

Il lavoro fatto da Lizardcube è stato egregio e, almeno per me, vale senza alcun dubbio il prezzo da loro richiesto.

Personalmente mi è piaciuto così tanto poter rigiocare (e finalmente portare a termine) questo titolo che non posso permettermi di farne una recensione, dal momento che sarebbe fin troppo di parte. Mi permetto però di consigliarlo a tutti, sia ai vecchi giocatori a cui scatenerà bei ricordi e forti emozioni, sia ai nuovi che hanno la possibilità di recuperare un piccolo gioiello del passato.

Per concludere vi lascio il video della mia personalissima vendetta:

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