Sniper Ghost Warrior 3 – Recensione


Finalmente siamo riusciti a mettere le mani su Sniper Ghost Warrior 3, gioco sviluppato da City Interactive, disponibile dal 25 aprile per PlayStation 4, Xbox One e PC. Noi abbiamo provato la versione per PlayStation 4 e siamo felicissimi di condividere con voi le nostre considerazioni sul titolo.

La creatura di City Interactive è sicuramente cresciuta rispetto al suo primo capitolo, riuscendo così a trasformarsi in un titolo del tutto diverso; Sniper Ghost Warrior 3 incorpora pienamente le caratteristiche di un divertente open world con la strategia di un abile soldato abituato a nascondersi nella nebbia e silenziosamente eliminare il suo obbiettivo. Il titolo sicuramente ha fatto passi da gigante in tutti gli aspetti di gioco, ma qualche difetto qua e la non può certo sfuggire all’occhio di qualsiasi giocatore; andiamo ora ad analizzare nel dettaglio: trama, gameplay e il comparto tecnico e sonoro.

“Colui che inganna troverà sempre qualcuno pronto a farsi ingannare” – TRAMA

La storia del soldato speciale Jonathan North inizia due anni prima rispetto alle vicende narrate nel titolo, dove, insieme al fratello Robert, sta affrontando una missione di massima importanza e segretezza, con l’intento di sventare l’utilizzo di un’arma biologica da parte di separatisti russi. La missione, però, non va a buon fine; i due fratelli vengono scoperti, Robert viene rapito da un’organizzazione criminale  mentre il nostro protagonista perde i sensi.

Il pretesto che ci permette di cominciare la nostra avventura riguarda l’intervento, alcuni anni dopo, della CIA che ci avvisa di aver trovato tracce di nostro fratello in Georgia; senza indugiare, accetteremo un incarico pericoloso che ci porterà  in un paese logorato dalla guerra civile, dilaniato da un governo instabile e corrotto (da un lato) e da ribelli  separatisti (dall’altro).

Le vicende emozionanti all’interno di uno stato martoriato dal crimine non mancano, come i colpi di scena inaspettati che vi consigliamo di vivere personalmente; i ricordi d’infanzia dei due fratelli che si allenano con fucili da cecchino giocattolo all’interno di un bosco, andando ad intervallare i capitoli di gioco, sono solo un’esempio tra questi. Oltre a tutta l’avventura principale del soldato North, sarà possibile intraprendere varie missioni secondarie davvero ben strutturate, in grado di dare un discreta longevità al titolo; tra queste abbiamo per esempio il compito di eliminare i soggetti criminali più pericolosi in Georgia. Il gioco offre una durata di una decina di ore circa (completando anche gli eventi secondari), ma la sua vita viene notevolmente allungata grazie alle tre diverse difficoltà di gioco, in grado di renderlo una sfida unica; sempre più ostica e tecnicamente di alto livello.

“Il prezzo del peccato è la morte” – GAMEPLAY

Joystick alla mano, pronti ad intraprendere le vicende di John North, ci imbattiamo subito in uno spiacevole inconveniente che ci accompagnerà per tutta la durata del gioco, parlo dei caricamenti veramente estenuanti che possono logorare la pazienza di un giocatore e mettere alla prova i suoi nervi saldi; potrebbero volerci  anche cinque minuti buoni prima di poter accedere alla mappa di gioco. Superata l’agonia del caricamento, possiamo finalmente addentrarci nello spirito di un cecchino; nel prologo iniziale ci verranno insegnati i comandi di base e soprattutto, come ci si deve comportare nei panni di un vero killer invisibile. Oltrepassato il tutorial siamo catapultati in Georgia dove trascorreremo la maggior parte del nostro tempo, tra missioni principali per continuare la campagna, e missioni secondarie sparse per la mappa che ci consentiranno una notevole esplorazione.

In ogni mappa è presente un rifugio, il nostro quartier generale dove possiamo svolgere: attività di commercio per il nostro equipaggiamento, modifica delle armi, creazione di proiettili, granate, medicinali e quant’altro di utili per le missioni, disporre i punti abilità per le tre classi e stili di gioco disponibili (tratteremo più avanti questo argomento), un alloggio dove dormire per far trascorrere il tempo e infine il nostro portatile da cui possiamo accedere al profilo dei personaggi incontrati durante il nostro percorso e ovviamente accedere a missioni primarie e secondarie. Il nostro rifugio sarà il luogo dove trascorreremo più tempo ed è bene ricordarsi di fare rifornimento di tutto il necessario prima di avviare una missione, non preoccupatevi dei costi o della quantità di materiali tali fonti non mancheranno mai durante la nostra avventura.

Abbiamo parlato prima di abilità e stili di gioco; in Sniper Ghost Warrior 3 è possibile specializzarsi come soldato in tre modi differenti: cecchino, guerriero e fantasma. A seconda di come noi personalmente ci approcceremo a una missione e come elimineremo i nemici guadagneremo punti abilità per una determinata classe; per fare degli esempi, se durante una missione ci piazzeremo dalla distanza e useremo il fucile da cecchino, eseguendo molti colpi precisi allora ci verrà fornita esperienza per la classe cecchino e punti abilità da spendere. Utilizzando un’iniziativa diretta con il fucile d’assalto livelleremo la classe guerriero, mentre intervenire di soppiatto muovendosi stealth, usufruendo di trappole e pistola silenziata, senza farsi individuare dai nemici ci permetterà di acquistare punti per la classe fantasma. Una volta guadagnati i punti abilità questi sono spendibili nel rifugio per sbloccare abilità uniche per John North e il suo equipaggiamento, abilità che possono essere passive oppure nuove funzioni come strumenti per la visione notturna. Questo sistema di potenziamento del proprio soldato è sicuramente piacevole e ben strutturato, in grado di spingere il giocatore ad agire in diversi modi in ogni missione se vuole sbloccare diverse abilità indispensabili per il suo stile di gioco.

Purtroppo tutte le missioni possono risultare un po’ monotone e simili l’una all’altra; sostanzialmente ci verrà fornito un incarico tra: eliminare un bersaglio importante tra i separatisi georgiani, recuperare materiale informatico per scoprire nuove basi nemiche, salvare ostaggi oppure interrogare capitani nemici. Per quanto possano sembrare variegate queste missioni, l’approccio per il successo dell’incarico rimane sempre lo stesso e questo potrà abbassare l’enfasi del giocatore: si agisce con un sopralluogo dell’area utilizzando il nostro fidato drone, si trova un buon punto strategico e si procede eliminando tutti i versagli nemici, naturalmente senza essere scoperti ne scalfiti da fuoco nemico; questo grazie anche ad un’intelligenza artificiale non molto curata, che può garantire facilmente un successo immediato. Una volta ripulito il punto d’azione si può concludere la missione, letteralmente camminando verso l’obbiettivo attraverso i cadaveri nemici.

Può risultare quindi facile non farsi scoprire dai nemici, ma è anche molto divertente, soprattutto considerando quanto è stata curata la modalità di tiro con il cecchino; il cuore pulsante del gioco. Prima di giustiziare i bersagli ostili saremo invitati a eseguire un’accurata preparazione del tiro; come un vero cecchino, ogni fucile infatti è dotato di zoom e calibratore per la portata di tiro, strumenti essenziali che vanno sempre impostati nel modo corretto prima dello sparo ed ottenere un esecuzione impeccabile. Se non bastasse la difficoltà viene incrementata dagli eventi atmosferici, il vento in primis, che influenzeranno la traiettoria del proiettile in negativo; bilanciati però dalla possibilità di trattenere il respiro che garantirà una maggiore stabilità durante il fuoco.

“L’arte della guerra è piuttosto semplice” – COMPARTO TECNICO E SONORO

Il comparto tecnico risulta carente, anche se con la patch 1.03 sono stati introdotti alcuni notevoli miglioramenti, ma questi non risultano radicali e di conseguenza alcuni piccoli problemi rimangono. L’avvio del gioco con la versione originale 1.00 è stato allarmante: tra  bruschi e frequenti cali di frame rate e alcune texture grafiche mal fatte, mentre con l’istallazione delle patch successiva questi problemi sono stati risolti, o per lo meno le texture sono state senza dubbio sistemate e i cali di frame rate si sono decisamente abbassati per frequenza, rendendo il titolo fluido e gradevole da giocare.

Niente da dire per quanto riguarda i momenti in cui impugniamo un qualsiasi fucile e dobbiamo sparare, le fasi di shooting sono sicuramente ben curate sia dalla lunga che dalla breve distanza e la differenza tra le diverse armi risulta notevole e costante; utilizzare un cecchino con bassa stabilità è molto più impegnativo piuttosto che utilizzare un fucile stabilità mediocre ed un alto danno. Nota dolente per quanto riguarda le animazioni dei colpi precisi alla testa, eccessivamente ripetitive l’una all’altra, fattore che può spingere il giocatore a disabilitarle dalle impostazioni di gioco, ed evitare ulteriori perdite di tempo che di spezza il gameplay. Inoltre è capitato più di una volta che durante tali animazioni il nemico si compenetrasse all’interno della mappa di gioco oppure che l’intero sistema crashasse inaspettatamente lasciandoti anche allibito.

Il sonoro invece risulta poco curato, quella che è effettivamente la colonna sonora di gioco (una canzone  della cultura Georgiana) può essere ascoltata nel menù iniziale  e attraverso la radio della macchina, insieme a qualche altro brano simile. Per il resto durante tutto il gioco non vi sarà nessun’altra traccia sonora studiata per il momento, neanche durante le cutscene animate. Appunto per quanto riguarda le varie scene animate presenti durante le vicende di John North, abbiamo un doppiaggio del tutto convincente in grado di trasmetter le vere emozioni del nostro assistito, peccato però per le animazioni facciali dei personaggi, animazioni che non rendono affatto giustizia all’ottima interpretazione delle loro rispettive controparti come doppiatori.


Foto del profilo di Davide Ferrati

Informazioni su Davide Ferrati

REDATTORE Nato con il joystick in mano nel febbraio 1997 e da allora non l'ho mai abbandonato. Sono cresciuto tra le braccia di mamma Sony e i suoi fantastici giochi dal primo Spyro a The Last Of Us passando per Ratchet&Clank, ma talvolta ho apprezzato la compagnia di Nintendo e PC. Oggi l'amore e le soddisfazioni che mi da il mondo dei videogiochi continua e cresce giorno dopo giorno.

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