RECENSIONE GEARS OF WAR 4 – Il preludio di una nuova guerra! 1


La saga di Gears of War è diventata, nel corso del tempo, un’icona del mondo videoludico su console ed è riuscita ad affermarsi come una delle esclusive più importanti del panorama  Xbox. Il brand è diventato presto sinonimo di innovazione, riuscendo sapientemente a distinguersi nel mondo degli shooter, attraverso precise scelte di ”game design” che hanno stratificato l’ossatura della saga stessa. Eppure, negli ultimi tempi, qualcosa in questo meccanismo vincente si era inceppato: a fine 2012,  lo storico design director Cliff Bleszinski lascia Epic Games, la stessa casa di sviluppo inizia ad orientarsi al mercato dei  free-to-play su PC ed il successivo spin-off della serie ”Judgment” non viene particolarmente apprezzato da critica e fan.

Con questo quarto capitolo , il testimone passa nelle mani di Rod Fergusson (leader di The Coalition), che ha intenzione di riportare la saga ai fasti della trilogia originale. Oggi, a diversi giorni dall’uscita ufficiale, siamo pronti ad analizzare questo nuovo capitolo in tutte le sue modalità e caratteristiche; questa è la recensione di Gears of War 4.

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”Bentornato a casa, JD” – La campagna single player

Sono passati 25 anni dagli eventi narrati in Gears of War 3, i COG vincono definitivamente la guerra contro le Locuste e la perdita dell’Imulsion, che tale scontro ha provocato,  obbliga la popolazione del pianeta Sera alla ricerca di nuove risorse .In un mondo  rimasto visivamente segnato dagli eventi, dove gli umani iniziano a riprendere la brutta abitudine di scontrarsi tra loro,un nuovo nemico farà la sua comparsa: Lo Sciame.

In Gears of War 4 impersoneremo James Dominic Fenix (JD) ,figlio del noto Marcus Fenix, accompagnato per tutta l’avventura dai nuovi compagni Kait Diaz (ragazza combattente grande valore) e Delmont “Del” Walker (amico di infanzia del protagonista). Senza approfondire ulteriormente la descrizione della trama, possiamo affermare tranquillamente come questo capitolo rappresenti uno snodo fondamentale per il passaggio di consegne tra ”vecchi” e ”nuovi” personaggi, nonostante si resterà ancorati ad alcune figure storiche della prima trilogia. La caratterizzazione dei nuovi personaggi è in linea con i canoni della saga, con menzione speciale per Kait Diaz, ragazza che scopriremo emotivamente ”a tutto tondo” già in questo capitolo (dove tutto l’ambiente che ci circonda è stato sapientemente contestualizzato).

La storia è ben raccontata; in 7-8 ore impiegate nel completarla (a difficoltà normale), troviamo un discreto mix tra tradizione(con scelte di gameplay apprezzate  tipiche  della serie) e novità di level design molto interessanti, con l’utilizzo di un doppiaggio abbastanza soddisfacente.

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”Squadra che vince non si cambia” – Il multiplayer tra cooperazione e competizione

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Il ventaglio di possibilità, con il quale il giocatore può approcciarsi al titolo, è sempre stato un punto di forza della saga ed anche The Coalition decide di seguire la stessa strada del passato, offrendo un comparto multigiocare di spessore, che spazia dalla campagna principale in cooperativa (affrontabile sia online, sia offline in schermo condiviso), alle modalità Versus (vero fiore all’occhiello della produzione), fino ad arrivare alla modalità Orda 3.0 (alla quale verrà dedicata analisi ulteriore e successiva).

La campagna principale è affrontabile con un amico sia in locale, sia online, e ciò permette di sperimentare nuove strategie di cooperazione, che alle difficoltà più elevate metterà in seria difficoltà anche i più impavidi ed esperti; preparatevi cacciatori di achievements/obbiettivi, a difficoltà FOLLE, voi ed i vostri amici dovete prepararvi a sudare 7 camicie per avere la meglio.

Il multiplayer, risulta essere una colonna portante anche di questo nuovo quarto capitolo; massiccio, corposo, ed ancora più brutale che in passato , sono rimasto colpito dalla quantità di modalità disponibili al lancio. Oltre alle classiche modalità già apprezzate della serie (come ”deathmatch” e ”Re della collina”) ne troviamo di nuove: Dodgeball, Corsa agli Armamenti e (per il competitivo) Escalation. Nella prima bisogna eliminare la squadra avversaria,dove fare un’uccisione significa riportare in vita un compagno del proprio team; in Corsa agli Armamenti bisogna uccidere il nemico con quasi ogni tipo di arma, partendo dalle più potenti fino ad arrivare alla pistola: ogni tre uccisioni, viene cambiata l’arma per tutto il team; Escalation è invece stata pensata avendo in mente gli e-Sport ed è una modalità tattica e piuttosto frenetica, dove l’abilità del singolo e le intelligenti coperture offerte dal team hanno grande rilevanza per raggiungere la vittoria finale.

In questo contesto, è stata ulteriormente apprezzata la scelta di inserire nuove tipologie di bocche da fuoco che non vanno a snaturare l’equilibrio delle partite online; le partite sono molto dinamiche e sarà quasi impossibile concedersi soste dietro i ripari, soprattutto in questo nuovo capitolo,dove è possibile tirare a se gli avversari nascosti dietro un riparo accoltellandoli all’istante,oppure scavalcare l’ostacolo in corsa stordendo il nemico per qualche secondo.  Tuttavia è possibile reagire a queste manovre con un contrattacco, ossia premendo con velocità il tasto che appare su schermo per qualche istante.

 

”Non finiscono più” – L’Orda 3.0

Come se non bastasse, alla già valanga di ore che trascorrerete su questo gioco, The Coalition ha pensato bene di implementare, con grande gioa di tutti i fan, la modalità Orda, rinominata per l’occasione Orda 3.0. Questa modalità rappresenta la naturale evoluzione della stessa del precedente capitolo.

Armati di tutto il necessario, fino a cinque giocatori dovranno collaborare per superare 50 ondate di pericolosità crescente, dove, alle difficoltà più elevate, la comunicazione all’interno del team risulterà essenziale per superare le ondate nemiche. In questa modalità è stato implementato un sistema che prevede ben cinque classi, con le rispettive abilità gestite anche dalle carte che acquisirete giocando, in grado di definire con discreta precisione la conduzione di gioco che preferite. Soldato, Cecchino, Ingegnere, Pesante e Scout non sono obbligati a portarsi appreso le armi iniziali, perché in Orda tutto è destinato a mutare e sarà fondamentale avere grande spirito di adattamento alle diverse situazioni. Tramite il fabbricatore (una indistruttibile stampante 3D militare) potrete invece realizzare delle fortificazioni mobili, torrette difensive, esche e una buona parte dell’armamentario, tutte sbloccabili gradualmente tramite dei punti ottenuti grazie alle uccisioni.

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Uno spettaccolo per gli occhi – L’Unreal Engine 4 

Graficamente, Gears of War 4, riesce a mostrare i muscoli e spingere al massimo la console di casa Microsoft (ricordo che la recensione è fatta sulla versione Xbox One del titolo); effetti particellari, luci, espressioni facciali e paesaggi sono stati saggiamente armonizzati, ottenendo un prodotto finale di tutto rispetto. Si registrano comunque, qualità altalenanti di alcune texture di oggetti secondari, problema evidente durante il countdown delle partite multiplayer.

Degna di nota anche la fisica del gioco, le ”Eruzioni di vento” andranno a modificare le traiettorie di proiettili e granate, differenziando in determinate sessioni il nostro modo di giocare. Non sono stati riscontrati bug nella versione analizzata, il titolo mostra una solida stabilità generale, con una campagna giocatore bloccata a 30 fps ed un multiplayer che raggiunge i 60 fps con sporadici rallentamenti.

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IN CONCLUSIONE:

Gears of war 4 è un titolo contenutisticamente mastodontico, i ragazzi di The Coalition hanno deciso di non stravolgere la formula della serie, aggiungendo tantissime piccole novità. La campagna single player risulta essere molto intensa, con nuovi protagonisti che non snaturano i ritmi canonici della serie; il passaggio di testimone tra passato e futuro è evidente, ben congegnato per dare nuova linfa vitale alla saga, senza rischiare troppo. Il multiplayer rappresenta la punta di diamante del titolo, dove sporadici rallentamenti non intaccano un lavoro degli sviluppatori che risulta essere un validissimo connubio tra quantità e qualità. La corsa al titolo di migliore sparatutto del 2016 ha un nuovo, agguerritissimo, concorrente.


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